Qualcuno la definisce una vendetta del Partito democratico nei confronti di Rosy Bindi. Le fonti parlamentari che parlano con le agenzie usano il termine più diplomatico di “staffetta”. Il punto è che sarebbe la prima volta che un presidente dell’Antimafia sarebbe sostituito. Secondo l’Ansa il voto per il rinnovo della presidenza della commissione Antimafia potrebbe essere fissato a breve, addirittura nei prossimi 15 giorni. Il regolamento lo permette come per tutte le commissioni, che sono state infatti rinnovate tra Camera e Senato tra l’autunno e l’inizio dell’anno. Ma non è mai successo per l’Antimafia: solo Ottaviano Del Turco lasciò l’incarico perché era stato nominato ministro.

E ora la memoria torna in particolare al confronto a distanza tra la Bindi e l’allora candidato alla presidenza della Regione Campania, Vincenzo De Luca, successivamente eletto presidente. La Bindi lo inserì nella lista degli impresentabili per via dei processi del sindaco di Salerno e lo scontro fu frontale. In quel caso il presidente del Consiglio Matteo Renzi apparentemente non prese una parte, ma pronunciò parole precise: “Non si usi l’Antimafia per regolare i conti nel Pd, l’antimafia è un valore per tutti, non può essere usata in modo strumentale. La Bindi e De Luca se la vedranno in tribunale”. Non proprio una difesa delle prerogative della presidente della commissione. Ma gli scontri tra Bindi e il Pd sono stati anche altri, come su Mafia Capitale.

Tanto più che il candidato a sostituire Rosy Bindi, ex presidente del partito ed ex ministro dei governi ulivisti, è Emanuele Fiano. Deputato milanese, Fiano da tempo nel partito si occupa di sicurezza, ma soprattutto è franceschiniano e quindi renziano: dopo essersi candidato alle primarie per le Comunali di Milano, si è ritirato per lasciare spazio a Giuseppe Sala. Se non sarà Fiano, secondo fonti parlamentari, potrebbe essere anche un parlamentare delle forze d’opposizione. La spinta per la sostituzione della Bindi arriva ovviamente dai renziani, anche se dai vertici del Partito democratico non confermano. A cascata al posto di Fiano, come capogruppo in commissione Affari costituzionali, potrebbe andare Matteo Richetti.

Per il momento la Bindi non sembra preoccupata. Intervistata da Radio Anch’io ribadisce di stare attenti “nella selezione della classe dirigente locale e le amministrative in arrivo sono un momento molto importante”. Per la presidente della commissione Antimafia “le mafie sono molto interessate al condizionamento del voto durante le amministrative. Bisogna stare molto attenti, la politica deve reagire non accettando voti” dalla criminalità. Parole che rimandano tra l’altro alla vicenda di Casavatore, ultimo caso che ha coinvolto la politica in un’inchiesta giudiziaria.