Proprio nei giorni in cui arriva in tv Vynil, serie tv ideata da Martin Scorsese e Mick Jagger che mette in mostra in maniera impietosa le brutture del mondo dello show business, come e meglio di Nashville e Empire, concentrandosi sugli anni 70 tanto quanto quelle serie si concentravano sul mondo del country e del rap, va di scena nei tribunali americani una brutta storia che sta tenendo col fiato sospeso pubblico e addetti ai lavori.

Una brutta storia che avrebbe potuto trovare spazio nella sceneggiatura di una di quelle serie, ma brutta davvero. Il 19 febbraio, infatti, il tribunale di New York ha respinto l’istanza della cantante Ke$ha, istanza con la quale chiedeva di rescindere anzitempo il contratto che la vede legata al produttore Dr. Luke, al secolo Lukasz Gottwald, e alla sua etichetta. Alla base della richiesta gravi episodi che avrebbero visto il produttore abusare sessualmente della cantante. Respinta la richiesta, e a fronte di un fermo artistico che vede Ke$ha impossibilitata a impegnarsi in nuove uscite discografiche da quasi quattro anni, si è mossa una vera e propria campagna di solidarietà nei confronti della autrice di Tik Tok, campagna che ha avuto per protagoniste molte delle voci più popolari del pop americano, da Lady Gaga a Demi Lovato, con addirittura Taylor Swift che ha fatto una donazione di duecentocinquantamila dollari a Ke$ha, per poter sopperire alle difficoltà cui questa situazione la sottopone.

Ora, dopo un lungo silenzio, è la volta di Dr Luke, che prima ha fatto sapere attraverso la sua legale di non aver affatto vincolato Ke$ha al silenzio, lasciandola libera di lavorare con altri, poi ha cominciato, con una lunga serie di tweet a dire la propria. Prima ha descritto il rapporto che lo legava a Ke$ha, dicendo di averla sempre considerato come una amica, anzi, come una sorella minore. Poi ha definito molto triste aver usato accuse tanto pesanti e personali al solo scopo di rinegoziare un contratto, rigettando tutte le accuse di stupro rivoltegli dalla cantante, sottolineando come tra loro non ci sia stato mai neanche sesso consensuale. Infine ha chiuso dicendosi sicuro che la verità vincerà.

Twitter, quindi, social da cui Ke$ha aveva mosso le sue prime accuse ancora prima di arrivare in tribunale, diventa sempre di più la location di questa brutta vicenda. Qui si sono lanciati reciproche accuse i due protagonisti e qui sono arrivate e continuano a arrivare frasi e gesti di solidarietà da parte di fan e colleghi di Ke$ha. Vediamo quale sarà la contromossa di Ke$ha, Twitter è lì che aspetta il nuovo capitolo di questa saga.