Una pasticca da ingoiare per sentire il ritmo sfrenato della techno battere letteralmente dentro di te. E’ l’ “Audiopill”, otto grammi di peso per 35 mm di lunghezza, in plastica trasparente per lui, color rosa e rosso per lei, ideata dall’artista ceco Jan Poope. Un’autentica bomba per appassionati di rave party, ma non solo, che vogliono provare ben 10 ore di sballo senza faticare troppo e andare fin dentro una discoteca.

Il pillolone inventato da Poope agisce direttamente nello stomaco, o ancor meglio nell’intestino, provocando una scarica di intense vibrazioni che può sentire soltanto chi l’ha ingoiato. “Sembra di stare in piedi in mezzo a una sala dove stanno pompando musica a tutto volume, o come se qualcuno ti spingesse un trapano nello stomaco. L’unica differenza è che c’è silenzio assoluto attorno a te, mentre tu stai sentendo la musica dentro le tue viscere in perfetta privacy”, spiega Poope sul sito web.

Dopo la deglutizione l’Audiopill rimane per circa un’ora nella parte superiore del tratto gastrointestinale, tanto che nei primi minuti dopo l’assunzione si deve premere il palmo della mano sul petto per sentirlo battere. Quando poi la pillola scende nella zona pelvica, gli effetti diventano molto intensi. I colpi che si sentono dentro l’addome inducono, a quanto sembra, ad una sensazione “unica di irrequietezza, stupore e esaltazione”. E’ lo stesso artista ceco a mostrare su se stesso l’assunzione dell’Audiopill in un video caricato sul web. Una veloce carica all’oggettino trasparente – detto BodyBass – che ha al suo interno un microchip che si illumina ad intermittenza e produce ultrabattiti musicali bassi (a quanto pare su tre strutture ritmiche gradualmente accelerate di No pussy blues di Grinderman; I Fink U freeky dei Die Antwoord; e Bad Girls di MIA).

Audiopill from Jan Poope on Vimeo.

Se poi si vuole vivere l’esperienza dell’Audiopill in modo totalizzante si deve provare la fase numero due di questa “opera d’arte concettuale” di Poope, detta UltraTreble, ampiamente illustrata sempre sul sito personale dell’artista grazie all’aiuto di una bella modella bionda e discotecara che fa volentieri da cavia. Una volta che la ragazza ha ingerito la pillola, Poope spalma di un unguento appiccicoso la parte superiore di una specie di rasoio elettrico che non è altro che un dispositivo medico italiano, Sirio, originariamente progettato per la guarigione di lesioni con ultrasuoni a bassa frequenza. L’aggeggio tutto impiastrato viene strisciato su e giù per la schiena della ragazza che dovrebbe sentire un effetto collaterale peculiare oltre al “friccico” intestinale: cioè una serie di fischi intensi nella testa che ricordano il suono del trapano del dentista.

Goccia d’acqua dell’attore Peter Stormare, Jan Poope, all’anagrafe Jan Strmiska, ha diretto e collaborato con diverse riviste di moda pop della Repubblica Ceca. Dopo un viaggio in India e per riprendersi da un incidente in moto dove si era rotto alcune costole, ha cominciato a lavorare all’Audiopill anche per capire meglio, dice lui, “come funziona il proprio corpo”. Autodidatta e kamikaze esploratore, come ama definirsi sul suo sito web, o ancora con un motto sulla sua pagina Facebook che suona come “prego nello sperma, nelle mestruazioni in anticipo e nell’alta cucina”, Poope negli ultimi anni ha lavorato al progetto “Prolapse of love” dedicandosi all’analisi del ‘rosebudding’, cioè al prolasso dell’ano dopo una seduta di sesso anale. E’ qui, sempre in tema di interiora, di intestino e di ano, ha scoperto la possibilità di creare una pillola che andasse ad agire sempre da quelle parti e vibrasse tra le budella come l’ “audiopill”. Un’ossessione tale per quella parte del corpo che ha portato l’artista a specificare con puntuale documentazione fotografica sul suo sito come la pillola che vibra esca dal corpo integra dopo una semplice seduta sul water. Qui però la sensazionale scoperta: dopo aver vibrato per dieci ore sia l’Audiopill maschile (bianca trasparente), che quella femminile (rosa/rossa) escono color giallo/marrone.