Ci sono almeno tre chiavi di lettura per la vicenda che ha visto il pastore sardo Ovidio Marras vincere dopo tre gradi di giudizio (tutti a lui favorevoli) contro il grande capitale rappresentato da Caltagirone, Toti, Marcegaglia, Benetton, vittoria che ha consentito di salvare lo splendido Capo Malfatano, sulla costa meridionale dell’isola.

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Una chiave è simbolica, e rimanda a Davide contro Golia. Chi avrebbe scommesso sulla vittoria dei Davide Ovidio Marras ed Italia Nostra contro i Golia appena citati? Nessuno. La storia è purtroppo un susseguirsi di vittorie dei grandi e potenti e di sconfitte dei piccoli e deboli. Ed invece questa volta il piccolo ha avuto la meglio.

L’altra chiave è di carattere ambientale, ed è la vittoria, una volta tanto, del “Not in My Backyard”, ossia della “famigerata” Sindrome di Nimby. Famigerata per il potere, non già per chi difende l’ambiente. Famigerata soprattutto per Renzi, che definisce sprezzantemente “comitatini” i cittadini che si oppongono allo sfascio legalizzato del paese attraverso le grandi opere.

Ma c’è anche una sottochiave di lettura nella vicenda, e cioè l’atteggiamento dei media, ed in particolare del quotidiano La Stampa, teso ad esaltare la vittoria del pastore sardo, ma forse perché essa è limitata, non arreca troppi danni. Una lottizzazione in più o in meno sulle coste sarde cosa volete che sia. Peccato che invece quando a fare opposizione sia un’intera popolazione contro un’opera ben più dannosa come la Tav in Valsusa o nel Terzo Valico, e la posta in gioco sia ben più alta, allora lo stesso quotidiano – ed altri con esso – assuma un atteggiamento non così favorevole alla popolazione locale.

La terza chiave di lettura è lo smascheramento di quello che viene definito “sviluppo sostenibile”. La lottizzazione di Capo Malfatano era apparentemente legittima. Il Comune di Teulada e la Regione avevano regolarmente autorizzato l’operazione.  E così pure vi era l’autorizzazione delle Soprintendenze delle province di Cagliari e Oristano. Tutto regolare, quindi: si riteneva che la colata di cemento fosse perfettamente compatibile con l’ambiente intatto di Capo Malfatano. La Sardegna è l’espressione più eclatante di cosa significhi sviluppo sostenibile, in particolare nel campo turistico. Da Villasimius alla Costa Paradiso, passando per la Costa Smeralda.

Infine, la favola di Ovidio Marras è un po’ assimilabile a quella che sta vivendo il Leichester di Claudio Ranieri nella Premier League. Ooops, scusate, non posso parlare di calcio…