Sprecare il cibo è reato. Almeno in Francia, dove è entrata in vigore il 3 febbraio la legge che regolamenta, punendolo, il “gaspillage alimentaire”, ovvero lo spreco di prodotti ancora commestibili. Intanto, invece, il rapporto Waste Watcher 2015 presentato in occasione della terza Giornata nazionale di prevenzione dello spreco rivela che in Italia finiscono nella pattumiera ogni anno generi alimentari per un valore di 8,4 miliardi di euro, cioè 6,7 euro settimanali a famiglia. Lo spreco alimentare, a livello mondiale, costa ogni anno 1.000 miliardi di dollari che salgono a 2.600 miliardi se si considerano i costi nascosti legati all’acqua e all’impatto ambientale. Restringendo il campo all’Unione europea, ogni anno si gettano 90 milioni di tonnellate di cibo e ogni giorno si spreca l’equivalente di 720 calorie a persona.

La legge francese che rende lo spreco un reato – La legge francese, votata a dicembre dall’assemblea nazionale, prevede una lista di buoni comportamenti per i gestori di supermercati. La normativa, inoltre, rende obbligatori accordi tra i supermercati di dimensioni superiori ai 400 metri quadrati e le organizzazioni caritative, prevede sanzioni per evitare la distruzione volontaria delle derrate alimentari ancora consumabili da parte del commercio al dettaglio e modifica le normative sulla responsabilità dei produttori di prodotti difettosi. Le misure, presentate dal deputato socialista ed ex sottosegretario all’Agroalimentare Guillaume Garot, prevedono in particolare il divieto per i supermercati di “rendere inutilizzabili” i prodotti scaduti o vicini alla scadenza rimasti invenduti, per esempio cospargendoli di candeggina, come molti fanno. La legge prevede poi una sensibilizzazione capillare, portando il tema nell’educazione scolastica.

Particolare interessante della legge è l’obbligo a stipulare convenzioni con enti benefici per donare ciò che rimane invenduto. I supermercati saranno obbligati a distribuire alle organizzazioni caritatevoli il cibo prossimo alla data entro la quale è “preferibile” consumarlo. Se non sarà possibile, dovrà essere trasformato in mangime per gli animali o compostIl rischio, in caso di violazione, è quello di incorrere in pesanti sanzioni economiche. Sottolineando come questa legge permetterà a dieci milioni di francesi di poter avere di che sfamarsi e che la Francia è il primo Paese al mondo a legiferare in tal senso sullo spreco alimentare, il politico Arash Derambarsh ha domandato il sostegno di François Hollande perché convinca il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, a fare lo stesso a livello di Unione Europea.

In Italia legge ferma in Parlamento. Al via il progetto Family bag e la campagna Spreco zero – In Italia la legge di Stabilità ha semplificato alcune procedure burocratiche per la donazione degli alimenti alle onlus. Ma la legge Spreco zero, che prevede tra l’altro incentivi fiscali alle imprese donatrici, è ancora ferma in Parlamento. In occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, è partita anche la campagna Spreco zero 2016, che si focalizza sulla conservazione del cibo come misura essenziale di prevenzione. “Studiare meglio le cause e i comportamenti dei consumatori è il primo passo per garantire policies adeguate di prevenzione dello spreco – spiega il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, presidente del Comitato tecnico-scientifico per il piano nazionale di prevenzione dei rifiuti – Per questo la campagna Spreco Zero andrà quest’anno alla radice dello spreco domestico, che incide in misura rilevante sul fenomeno fino allo 0,5% del Pil italiano”. Sempre per ridurre gli sprechi è partita intanto la fase pilota del progetto Family Bag, promosso dal ministero dell’Ambiente, che punta a rivoluzionare le abitudini degli italiani al ristorante. Nel circuito di ristoratori aderenti sarà possibile chiedere una contenitore in cui per portare a casa le pietanze avanzate. La fase pilota coinvolge 100 ristoratori in provincia di Padova. Poi il progetto sarà gradualmente esteso ad altri territori e regioni italiane.
“L’Italia – commenta il Ministro delle politiche agricole Martina – ha un modello di lavoro contro lo spreco che funziona, che punta sugli incentivi più che sulla penalizzazione. Ogni anno recuperiamo 550 mila tonnellate di cibo che viene distribuito a milioni di persone in difficoltà. Con il nostro piano SprecoZero, insieme al Ministero dell’economia, siamo intervenuti per rendere più conveniente per le imprese donare che sprecare, semplificando la legge. Ora è importante arrivare all’approvazione della legge contro gli sprechi in discussione in Parlamento”.