La manovra 2016 è legge. L’aula del Senato ha approvato con 162 voti a favore, 125 contrari e nessun astenuto la fiducia posta dal governo sulla legge di Stabilità. Il testo uscito da Palazzo Madama è quello approvato lo scorso fine settimana dalla Camera. “Si chiude un periodo non facile”, ha commentato a Radio Radicale il presidente della commissione Bilancio Francesco Boccia ed esponente della minoranza Pd, “nel suo cammino parlamentare, ma in grado di dare una sferzata al Paese in un momento molto delicato”.

A Palazzo Madama questa volta il governo non ha trovato l’appoggio dei verdiniani. Il gruppo Ala infatti non ha votato la fiducia: “L’esecutivo con questa manovra”, ha commentato il presidente del gruppo Lucio Barani, “forse sperava di tacitare la maggioranza, offrendole su un piatto d’argento la possibilità di contribuire in modo proprio al completamento di una linea di politica economica di carattere espansivo”.

Polemica anche Forza Italia: “E’ un provvedimento”, ha detto Paolo Romani di Forza Italia, “politicamente e tecnicamente sbagliata perché non affronta in maniera efficace i problemi strategici che avevamo sottoposto concretamente all’attenzione del governo – pensioni, esodati, famiglie, Sud, sicurezza – ma si limita invece ad una serie di elargizioni a fini meramente propagandistici che non avranno alcun impatto positivo sull’economia italiana”.

Loredana De Petris del gruppo misto-Sel ha invece criticato la scelta di ricorrere per l’ennesima volta a un voto di fiducia: “Siamo ormai a una situazione che non si sa più se definire desolante o farsesca. Ancora una volta siamo chiamati ad approvare una legge, e in questo caso la stessa legge di bilancio, col voto di fiducia. Nel corso di questa legislatura e con questo governo è stata modificata completamente la procedura di approvazione delle leggi, con la totale espropriazione delle principali prerogative del Parlamento”.