C’è il settimo intervento a favore degli esodati, che secondo il governo sarà “l’ultimo” ma a conti fatti non basterà per archiviare le conseguenze della legge Fornero. Però, sorpresa dell’ultima ora, la seconda legge di Stabilità firmata da Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan che vale 31,8 miliardi di euro, rimanda di altri due anni il ritorno dell’indicizzazione completa delle pensioni all’inflazione, congelata dal governo Monti e sbloccata dalla Consulta. Salta all’occhio, poi, il balletto sul taglio dell’Ires, con l’aliquota che inizierà a calare già l’anno prossimo solo se da Bruxelles arriverà un poco probabile via libera ad aumentare il deficit in seguito all’emergenza migranti. La manovra provvede in compenso a spianare la strada da subito al decentramento della contrattazione e alla destatalizzazione del welfare, attraverso sgravi fiscali per il salario di produttività e le prestazioni assistenziali e sanitarie offerte dalle aziende ai propri dipendenti. Il tutto mentre rinvia di 12 mesi il problema delle clausole di salvaguardia, spada di Damocle da 15,1 miliardi che occorrerà disarmare con la prossima finanziaria. Nel mare magnum dei 52 articoli del disegno di legge trova poi spazio anche la gabella per i ragazzi stranieri che vengono a frequentare l’università o un corso in Italia: se oggi il visto per motivi di studio è gratuito, dal 2016 costerà 50 euro. E viene ampliata la detraibilità dalle tasse delle spese funebri: non sarà più necessario dimostrare, come avviene ora, il grado di parentela con il defunto.

Ecco, nel dettaglio, tutti i punti del disegno di legge giunto in Parlamento il 25 ottobre 2015, ben dieci giorni dopo il via libera del consiglio dei ministri. E modificato più volte rispetto alla versione uscita dall’esecutivo: per esempio in zona Cesarini il governo ha fatto retromarcia su ville e castelli, escludendoli dalla cancellazione dell’Imu, salvo poi con l’altra mano concedere uno sconto anche ai loro proprietari. Ripensamento anche sulla possibilità per i sindaci di aumentare l’aliquota sulle seconde case, sulla maxi multa per chi non pagherà il canone Rai inserito in bolletta, sulle nuove concessioni per i punti scommesse e sullo sconto previsto in una prima bozza per commercianti ed esercenti che, scoperti a non rilasciare lo scontrino o la ricevuta, avessero pagato la multa entro 60 giorni. Solo limature, invece, per una spending review da circa 8 miliardi che fin dal primo giro con l’esecutivo è risultata molto ridimensionata rispetto alle attese, tanto da attirare l’attenzione dell’agenzia di rating Fitch. E non solo.

di Brusini, Capozzi, De Agostini, De Rubertis, Fior, Franco, Scacciavillani