Negli ultimi post si è sviluppato un vivace dibattito attorno alla scientificità della “medicina naturale” e sostanze naturali. Questa riflessione è un po’ lunga, ma se avrete la pazienza di arrivare fino alla fine scoprirete come grazie alle sostanze naturali e alla scienza una signora con una formazione nella medicina tradizionale cinese ha potuto salvare milioni di vite umane e ricevere qualche settimana fa il premio Nobel a Stoccolma. Tutto questo svolgendo tutte le sue ricerche solo nella Cina degli anni 70.

Come chimico organico, spesso sento persone che si curano solo con “prodotti naturali” e aberrano i “farmaci di sintesi”. L’aspetto ironico della disciplina che studio è che si chiama “chimica organica” a causa di una credenza errata: cioè che le sostanze “organiche” potessero derivare solo dagli esseri viventi (teoria del vitalismo). Nel 1828 Friedrich Wöhler dimostrò che l’urea poteva essere preparata anche dal cianato di argento e cloruro di ammonio (sostanze inorganiche) e che l’urea sintetica era indistinguibile da quella di origine naturale. Per fortuna, la scienza sa riconoscere i propri errori ed evolversi, a differenza della pseudoscienza che è invece sempre uguale a sé stessa.

Aspirina

Ma che cosa sono esattamente queste sostanze naturali e perché sono così importanti? Le molecole note sono diverse decine di milioni. Di queste, quelle di origine naturale sono una parte minima, forse meno dello 0,1%; tutte le altre sono prodotte solo per sintesi. Tuttavia, la maggior parte dei farmaci (c’è chi stima oltre il 60%) deriva proprio dalle sostanze naturali. A livello molecolare, gli esseri viventi non sono per nulla così dissimili. Tutti sono costituiti dagli stessi “mattoni”; i venti aminoacidi, più Dna, Rna, zuccheri e grassi. C’è una proteina, il citocromo C, che è costituita da 104 aminoacidi in tutti gli esseri viventi tranne i lieviti (108 aminoacidi). Per di più, la sequenza degli aminoacidi del citocromo C è identica nell’uomo come nello scimpanzé, e differisce per un solo aminoacido nel macaco. Soprattutto, è differisce per solo 35 aminoacidi su 104 persino tra l’uomo e la pianta del grano. Per questo, non è per nulla sorprendente che una molecola prodotta da un qualsiasi essere vivente possa presentare un’interessante bioattività anche negli umani.

La lista dei farmaci derivati dalle sostanze naturali è lunghissima. Solo per citarne alcuni: aspirina, chinina dalla corteccia dell’albero della cinchona come antimalarico, gli antibiotici beta-lattamici, le cefalosporine, gli analgesici come la morfina, i corticosteroidi, il tassolo come chemioterapico. Ma queste sostanze sono non tossiche in quanto naturali? Tutte le sostanze bioattive hanno inevitabilmente effetti collaterali. Chi non ne ha sono i cosiddetti “medicinali omeopatici”, spacciati da molti come “cura naturale” ma che in realtà sono semplicemente delle soluzioni enormemente diluite di principi attivi. Talmente diluite che in pratica c’è solo acqua che oltre una certa diluzione è diluita con altra acqua e nessuno è stato in grado di dimostrare che le proprietà curative possano essere trasferite con il dibattimento o anche semplicemente di distinguere le soluzioni tra loro. I loro modesti effetti sono spiegabili con l’effetto placebo o con la risoluzione spontanea di piccoli disturbi.

Le sostanze naturali o i farmaci invece possono avere effetti collaterali anche seri. Prendiamo ad esempio il farmaco più noto che è l’aspirina. Le proprietà antipiretiche (abbassamento della febbre) dell’acido salicilico estratto dalla corteccia del salice erano note fin dall’antichità. Tuttavia, l’acido salicilico causa anche danni alla parete gastrica. I chimici della Bayer alla fine del 1800 studiarono un derivato sintetico in cui l’acido salicilico (sostanza naturale) era unito all’acido acetico (più sostanza naturale di così…) per formare l’acido acetil salicilico, cioè la comune aspirina, che ha effetti collaterali molto ridotti rispetto all’acido salicilico, ma è efficace per abbassare la febbre. L’asprina è prodotta industrialmente a partire dal fenolo. E allora la possiamo classificare come rimedio naturale o no? La risposta è che in realtà tutte le sostanze naturali sono anche sostanze chimiche e che quindi possono essere anche tossiche. Tra le molecole più letali per l’uomo ci sono le tossine delle alghe, assolutamente di origine naturale.

L’estrazione da fonti naturali di molecole interessanti non può essere sempre fattibile e allora si ricorre alla sintesi chimica che produce sostanze di fatto indistinguibili e a gradi di purezza elevatissimi. Un esempio è il tassolo, un chemioterapico utilizzato nel tumore al seno. Questa sostanza è presente nella corteccia dell’albero Taxus brevifolia. L’isolamento di una decina di grammi di tassolo ha comportato la distruzione di ettari di foresta con alberi ultradecennali, e se non si fosse identificata una via sintetica alternativa, la produzione di quantità utili di tassolo sarebbe stata non solo insostenibile ma impossibile.

Sono preferibili gli estratti di piante oppure i prodotti di sintesi? L’estratto potrebbe portare oltre alla sostanza d’interesse tutta una serie di altre molecole non necessariamente con effetto benefico. Non è una grande idea esporsi a più sostanze chimiche inutili. È molto spesso preferibile la sostanza pura se preparata bene. Ciò non toglie che estratti utilizzati nella medicina tradizionale potrebbero avere un’attività farmacologica utile e interessante a un costo minore rispetto ai prodotti di sintesi in situazioni ove questi ultimi non fossero disponibili, ad esempio nei paesi poveri.

Il Nobel 2015 per la Medicina è stato assegnato anche alla ricercatrice cinese Youyou Tu che ha scoperto alla fine degli anni Sessanta l’artemisina o Qinghaosu, uno dei farmaci antimalarici oggi più diffuso nel mondo. Tu è un dirigente dell’accademia di medicina tradizionale cinese. I suoi studi hanno permesso di isolare il principio attivo in forma pura da erbe già utilizzate nella medicina tradizionale per oltre 1500 anni. Il suo merito principale è di aver studiato con un approccio scientifico delle evidenze empiriche, e la sua preparazione ha permesso di ottenere un farmaco più sicuro rispetto al semplice estratto di erbe eliminando tutta una serie di composti tossici e inutili. Le sue ricerche hanno permesso di ridurre la mortalità dovuta alla malaria e salvare milioni di vite umane nel mondo.

Insomma, la chimica delle sostanze naturali è assolutamente scienza. Le sostanze derivate da piante e animali rappresentano un patrimonio inestimabile e anche per questo è importante proteggere la biodiversità, al fine di salvaguardare i possibili farmaci del futuro. I rimedi utilizzati nella medicina tradizionale se studiati con rigore  scientifico rappresentano una risorsa importante. I riti magici e le pratiche pseduoscientifiche prive di evidenze riguardo alla loro efficacia (omeopatia, agopuntura, e in generale tutte le medicine cosiddette “alternative”) invece sono non solo inutili ma anche dannosi, in quanto distolgono dalle cure efficaci.