Una delle conseguenze del “dieselgate” Volkswagen che non riguarda strettamente il Gruppo tedesco è quella di aver posto sotto i riflettori la differenza tra i consumi dichiarati e quelli reali che si ottengono nella guida di tutti i giorni. Il problema è noto da tempo agli addetti ai lavori, mentre gli automobilisti lo scoprono solo dopo aver comprato l’auto, rendendosi conto che ai trenta chilometri con un litro promessi ne corrispondono sì e no la metà. Il colpevole si chiama Nedc – New European Driving Cycle – cioè il sistema di omologazione attuale che è stato aggiornato l’ultima volta nel 1997 e che, per il tipo di sforzo a cui sottopone le auto sul banco a rulli, non ha praticamente nessuna attinenza con la realtà. La soluzione c’è, si chiama Wltp – Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedures – e se ne sta discutendo dal 2007. Ora, però, grazie (o per colpa) di Volkswagen è venuto il momento di fare sul serio.

Infatti, in sede europea si lavora alacremente alla definizione dei nuovi standard che dovranno entrare in vigore nel 2017 con il nome di Rde, Real Driving Emissions. Il percorso, però, è irto di ostacoli e ieri la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha votato una risoluzione che rigetta l’ultima bozza a cui si era giunti, fra mille compromessi e pressioni, nello scorso mese di ottobre e ne richiede una nuova entro l’inizio di aprile 2016. L’Acea, cioè l’associazione delle Case automobilistiche europee,  ha comunicato ufficialmente il proprio disappunto su una situazione di incertezza che crea tanti più danni quanto più dura. L’industria dell’auto, infatti, ha tempi fisiologici di reazione per adempiere a nuovi parametri tecnici e teme che molti suoi modelli che fino a oggi sono stati in regola, diventino fuori legge da un giorno all’altro.

La situazione è paradossale, perché sebbene ogni singola Casa sappia benissimo di essere stata favorita dal ciclo Nedc per quasi venti anni, allo stesso tempo si lamenta perché vincolata da una tecnica di misurazione poco realistica. Qualcuno, invece, va controcorrente, come i francesi di PSA che a fine ottobre hanno dichiarato di voler ufficializzare i consumi reali dei propri veicoli (ma senza sbilanciarsi sul quando) o come i tedeschi di Opel, che hanno fissato una data precisa. Dal secondo trimestre 2016, infatti, tutte le auto prodotte dal marchio di Rüsselsheim riporteranno i dati relativi ai consumi registrati nel ciclo Wltp, che dovrebbero essere molto simili a quelli reali. Una mossa che testimonia fiducia nei propri mezzi tecnici ma anche una volontà di migliorare la propria immagine, facendo un passo in avanti rispetto a tutti gli altri nella percezione comune dei consumatori.