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Dacia Duster cambia pelle, puntando su uno stile moderno e accattivante

Linee tese, firma luminosa a “Y” e materiali resistenti per la terza generazione del modello pensato per città, viaggi e fuoristrada
Dacia Duster cambia pelle, puntando su uno stile moderno e accattivante
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Funzionalità e robustezza, sempre ad un prezzo ragionevole: anzi, il migliore nel parametro “value for money”, come ripete il costruttore. Sin dalle prime anticipazioni, la terza generazione di Dacia Duster si è fatta apprezzare per il design degli esterni ancora più convincente e accattivante grazie a “volumi puri e linee tese”. Sempre essenziale, ma anche sempre meno spartano, il modello esibisce anche la nuova e moderna firma luminosa a “Y”.

L’obiettivo delle matite del centro stile Dacia è stato fin dall’inizio quello di delineare “proporzioni pulite e solide, senza ricorrere ad artifici stilistici superflui”. Rimanendo in tema di proporzioni, va detto che sono sostanzialmente identiche a quelle del Duster uscente, mentre questa nuova generazione (4,34 metri di lunghezza e 2,66 di passo) si presenta con un frontale verticale, passaruota scolpiti e superfici “stirate” che ne evidenziano la presenza su strada: la semplicità trasformata in icona, come si può definire un veicolo già commercializzato in 2,7 milioni di esemplari in Europa, dove dal 2018 è anche il Suv più venduto ai privati. E non solo per una questione di prezzo, che resta comunque altamente competitivo.

L’opzione a “Y” dei fari, ripresa anche per quelli posteriori, è uno degli elementi distintivi dell’appartenenza alla nuova famiglia Dacia e abbraccia perfino i cerchi, con un effetto visivo ottenuto senza cromature, coerente con la filosofia eco-smart del marchio. “I metodi di rifinitura alternativi – spiega il costruttore – garantiscono evidenti vantaggi ecologici, riducendo l’impatto ambientale dovuto a queste lavorazioni”.

E se la funzionalità è quella che caratterizza Dacia, legata anche motorizzazioni efficienti (fino a 1.500 chilometri di autonomia con la soluzione trifuel del mild hybrid benzina a GPL da 154 Cv) e ai suoi potenziali utilizzi (fuoristrada incluso grazie alla trazione integrale e ad un’altezza da terra che sfiora i 22 centimetri), la robustezza non è solo una promessa estetica. Il Suv è avvolto da una “cintura continua” di sicurezza in cui le protezioni laterali si fondono con passaruota e paraurti. A difesa della parte bassa, sulla Duster sono state montate ampie piastre, anch’esse realizzate con materiali resistenti che minimizzano graffi e usura.

Sviluppato sulla piattaforma CMF-B, assicura una guida più stabile e confortevole anche per effetto dell’adozione delle barre sulla declinazione a trazione anteriore che riducono il rollio fino al 21% (il 17% su quella 4×4), che migliorano anche la stabilità in curva e nei cambi di direzione. “È un Suv – sintetizza Dacia – progettato per essere vissuto, non solo ammirato, capace di fondere estetica moderna e funzionalità pratica in modo naturale. Ogni linea, superficie e materiale è stato pensato per durare, per accompagnare le avventure quotidiane e per valorizzare lo spirito genuino che ha sempre definito questo modello”.

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