E’ andata come doveva andare, sulla scia di quanto indicato insistentemente dai sondaggi negli ultimi giorni. Il Front National esce vittorioso dal primo turno delle elezioni regionali, sulla base degli exit poll resi noti subito dopo le 20. Il partito di estrema destra si colloca al primo posto in almeno sei regioni su un totale di tredici. E a livello nazionale si piazza tra 29,5 e 30,8%, primo partito davanti ai Repubblicani di Nicolas Sarkozy che si fermano al 27%. Buonissime le performance di Marine Le Pen e della nipote Marion Maréchal-Le Pen, rispettivamente candidate presidente nel Nord (Nord-Pas-Calais e Picardia) e nel Sud-Est (Provenza-Alpi-Costa Azzurra).

La vittoria del Fn è in gran parte la loro: sempre secondo gli exit poll, per Marine Le Pen avrebbe votato il 40,3% degli elettori (ci sono oltre 15 punti percentuali di distacco rispetto al secondo classificato), mentre Marion si sarebbe aggiudicata addirittura il 41,2% (anche qui il divario con il secondo è di circa 15 punti percentuali). Entrambe emanazioni del clan del patriarca, Jean-Marie Le Pen, Marine e Marion sono a loro modo un’accoppiata improbabile, con posizioni politiche che spesso divergono (e notevolmente): laica e “moderna” la prima, supercattolica e tradizionalista la seconda. Le differenze si sono per il momento trasformate in un vantaggio, la possibilità per il partito di attingere a elettorati complementari. Tanto che c’è chi pensa che sia tutta una messa in scena. Più probabile, invece, che la furba Marine sfrutti la bella Marion per attirare gli elettori cattolici, che della zia non si fidano per nulla.

Marine Le Pen ha 47 anni e Marion quasi 26 (li compirà il 10 di dicembre). La prima assomiglia al padre (vocione compreso) ed è molto ruspante. Più femminile la seconda, con un fisico da mannequin, ma “con un carattere e una determinazione d’acciaio” (lo ha detto la zia). Entrambe sono passate dall’antica villa di Jean Marie, sulle alture di Saint-Cloud (che lui ereditò da un imprenditore, ricco e strano, in condizioni ancora oggi oscure). Vi hanno trascorso molta della loro infanzia e adolescenza e anche oltre, ma in epoche diverse.

Marine ha vissuto lì gli alti e bassi dei genitori, compresa la fuga della mamma con l’amante. Psicologicamente ha resistito bene, conquistando poi la sua indipendenza. Da giovane, quando poteva, frequentava le discoteche, spesso accompagnata dalla sorella Yann. Lei partorì Marion nel 1989 e a quel momento non si sapeva neppure chi fosse il padre. Poi Yann si sposerà con Samuel Maréchal, che riconoscerà Marion. Solo a tredici anni la ragazzina scoprirà le vere generalità del papà, che ha poi frequentato regolarmente (è morto nel frattempo). Da piccola Marion si ritrovava soprattutto da sola con il nonno in quel palazzotto isolato, ad ascoltare i suoi monologhi. Con lui non ha mai rotto i ponti, neanche dopo che Marine, qualche mese fa, ha preso definitivamente le distanze da Jean-Marie.

Oggi le due donne sono il prodotto dei loro due distinti passati. Marine dice di essere cattolica ma non praticante. Prende sempre posizione a favore della laicità ed è una repubblicana convinta. Nel 2013 mai mise piede alle manifestazioni contro il matrimonio gay. Anzi, il suo direttore di campagna attuale è Sébastien Chenu, omosessuale dichiarato, nel passato anche attivista per i diritti dei gay. E’ priva di qualsiasi freno cattolico che le impedisca di dire che “il sistema penale senza la pena di morte non tiene”. Marion, invece, alle manifestazioni del 2013 si faceva vedere e lì si avvicinò ai cattolici più reazionari. Anche per quello è contraria alla pena di morte. Ha promesso, se sarà eletta, di eliminare i sussidi regionali ai consultori familiari, “perché banalizzano l’aborto” (la zia l’ha subito criticata). Marine si è presa un colpo anche quando Marion ha iniziato a esprimere simpatie monarchiche. E quando ha puntato il dito contro un progetto consolidato “per sostituire i francesi di origine con quelli musulmani in certi quartieri”: affermazioni liquidate da Marine come complottiste. Stasera le due donne rappresentano un duetto vincente. Ma la loro sfida reale per il futuro è restare assieme.

Twitter @LMartinel85