Il Front National di Marine Le Pen è il primo partito di Francia al primo turno delle regionali con il 29,5%, seguito dai Républicains di Nicolas Sarkozy con il 27% e dai socialisti al potere con il presidente François Hollande, che hanno il 23%. Questi i primi exit poll diffusi dalla tv francese, secondo cui il FN è in testa in sei regioni e ha più del 40% del Nord-Pas-de-Calais-Picardie e nella regione meridionale di Provenza Alpi Costa Azzurra. Dove sono date in testa per la corsa alla presidenza, rispettivamente con il 41% e il 41,2%, la Le Pen e la nipote Marion Marechal-Le Pen. Secondo gli exit poll Ipsos per France-Info Florian Philippot, il numero due del Front National, ha ottenuto poi oltre il 35% dei voti in Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorraine ed è in pole position per il secondo turno. Secondo il repubblicano Philippe Richert (26%), presidente uscente, davanti al socialista Jean-Pierre Masseret (16,7%)

“Siamo il primo partito di Francia. Siamo l’unico fronte che difende la nazione e la sovranità. Il solo che può riconquistare il territorio perduto di Calais”, ha detto Marine Le Pen. Nel salutare i suoi sostenitori nel quartier generale di Hénin Beaumont, la leader ha lanciato un appello a tutti gli elettori “che si sentono prima di tutto patrioti” a votare il Front National al secondo turno di domenica 13, “l’unico fronte veramente repubblicano perché l’unico a difendere la nazione e la sua sovranità”. “Li accoglieremo fraternamente”, ha aggiunto. Secondo Philippot “questi sono risultati storici per i patrioti della Francia”.

Sarkozy, leader dei Repubblicani, ha espresso preoccupazione: “Noi comprendiamo l’inquietudine” di chi ha votato il Front National, ma c’è il rischio che si creino “le condizioni di un disordine pericoloso nelle loro regioni e nel nostro paese”. “Questa arroganza che il partito rappresenta – ha aggiunto – si è espressa anche con l’astensione: più di 20 milioni di francesi non sono andati alle urne. A loro dico che il silenzio nelle urne non sarà mai una risposta alla loro angoscia e alla loro inquietudine”. Sarkozy ha detto di voler “rifiutare ogni fusione e ogni apparentamento di lista” perché “quello che i francesi meritano è una chiara alternanza in tutte le regioni. Questa è l’attitudine repubblicana”.

Il portavoce del governo francese, Stéphane Le Foll, ha al contrario gettato acqua sul fuoco dichiarando che la somma dei voti di tutta la sinistra – socialisti, Verdi e Fronte di Sinistra – la rende la prima forza in Francia. “Il totale della sinistra, che dicono essere in difficoltà, dovrebbe superare il 36%, cosa che la rende la prima forza politica in Francia”, ha spiegato a Tf1.

L’affluenza al voto alle 17 era del 43,01% contro il 16,27% delle 12: un tasso superiore a quello della stessa ora del 2010, quando l’affluenza fu del 39%. Hollande si è recato alle urne intorno alle nove e mezza a Tulle, in Correze, considerato il suo feudo elettorale. Il presidente della Repubblica ha votato prima rispetto alle sue abitudini e ha avuto anche un “incidente”: impegnato a sorridere ai fotografi, ha fatto cadere la scheda fuori dall’urna ed è stato richiamato indietro dagli scrutatori. Poi, come sua consuetudine, è ripartito subito per Parigi. Il premier Manuel Valls ai media locali presenti al seggio ha detto che “la scheda elettorale” è “un’arma” contro il terrorismo. Spero – ha aggiunto il politico socialista – che molti francesi vadano a votare, soprattutto dopo gli attacchi terroristici”.

Le Pen ha votato questa mattina a Henin-Beaumont, roccaforte del partito. “Siamo solo al primo round, ma speriamo di avere il più grande vantaggio possibile in modo che la spinta sia la più forte possibile” ha detto la leader del partito della destra radicale favorito nei sondaggi a Reuters tv. “Ho fiducia negli elettori perché ci hanno visti lavorare e questo è il motivo per cui si rivolgeranno verso di noi”

La grande novità di questa tornata elettorale è che il Paese è diviso in 13 regioni, anziché 22 come era stato finora, a causa della semplificazione amministrativa promossa dal presidente Hollande. Si vota fino alle 20 di stasera e sono chiamati alle urne 44,6 milioni di francesi. Gli elettori dovranno eleggere 1.757 consiglieri regionali e 153 consiglieri territoriali (Corsica, Guyana e Martinica) scegliendoli dai 21.456 candidati di 171 liste.