Nonostante il processo Mafia Capitale sia già iniziato, le indagini sul “mondo di mezzo” proseguono ed il nome di Marco Vincenzi, l’ex capogruppo del Pd in Regione Lazio, spunta nel registro degli indagati. Al centro dell’inchiesta dei Ros ruotano i due presunti emendamenti pro Buzzi che IlFattoQuotidiano.it ha già raccontato lo scorso giugno.

Gli emendamenti in questione che portano la firma di Vincenzi, scovati al tempo dai consiglieri del M5S in Regione, sarebbero stati studiati per permettere l’erogazione dei fondi regionali direttamente ai municipi di Roma Capitale, aggirando i controlli del Campidoglio, per far sì che potessero essere finanziati anche progetti riguardanti “la tutela ambientale” e “la riqualificazione urbana”, attività prevalenti del sodalizio criminale romano.

“In data 11 luglio 2014 – scrivono gli investigatori – nel mentre era in corso la definizione della gara relativa alla pulizia delle spiagge in parola, le attività tecniche facevano emergere la possibilità che il sodalizio indagato potesse gestire un ulteriore finanziamento della Regione Lazio, pari a circa 1,2 milioni di euro, anche questi ottenuti grazie all’intervento del consigliere regionale Luca Gramazio”. “Le progressioni investigative – prosegue l’informativa – evidenziavano poi che tale somma veniva poi incrementata a 1,8 milioni di euro, grazie ad un ulteriore finanziamento di 600 mila euro, ottenuto attraverso l’intervento di Marco Vincenzi, consigliere regionale e capogruppo del Pd alla Regione Lazio”.

Un accordo bipartisan tra l’ex consigliere regionale di Fi Gramazio (sotto processo per Mafia Capitale) e l’ex capogruppo Pd Vincenzi che gli investigatori presumono essere stato stretto per favorire l’organizzazione criminale. Vincenzi a giugno scorso, una volta scovati gli emendamenti incriminati dai consiglieri del M5S, in poche ore aveva dato tre versioni differenti della vicenda a IlFattoQuotidiano.it. Aveva prima negato di averli presentati in commissione bilancio, poi, messo alle strette dall’incalzare degli eventi, il suo staff aveva precisato che gli emendamenti erano stati effettivamente presentati ma che il giorno della votazione Vincenzi non c’era. Infine, dopo che IlFattoQuotidiano.it aveva recuperato il verbale della commissione bilancio dal quale si evinceva la sua presenza, lo staff aveva assicurato che Vincenzi non aveva partecipato alla votazione.

Una vicenda quasi surreale che ora assume contorni più definiti. “I verbali dei Ros – spiega Valentina Corrado, capogruppo M5S in Regione – confermano quanto avevamo denunciato lo scorso giugno. Alla Pisana esisteva un’alleanza Pd-Pdl per favorire le aziende del sodalizio criminale Buzzi-Carminati. Quando lo dichiarammo in aula, portando gli emendamenti di quella sessione di bilancio come prova, si alzò un coro univoco di sdegno ed iniziò l’ennesima pantomima fatta di comunicati stampa smentiti dai verbali di commissione e il giorno dopo depositammo la documentazione in Procura. Ormai è evidente a tutti che Vincenzi è indagato per Mafia Capitale e che quindi si deve dimettere e che il Lazio deve tornare al voto, lasciando decidere ai cittadini laziali – conclude la Corrado – se continuare ad affidare la Regione a chi oggi deve giustificare i propri contatti con individui detenuti con il 416 bis”.