Due emendamenti. Due proposte di modifica alla legge regionale 147/2014 di cui parlano, intercettati, i due protagonisti dell’inchiesta Mafia capitale, citando come proponente Marco Vincenzi, allora capogruppo Pd (ora dimissionario) alla Regione Lazio. Vincenzi ha poi negato di averli presentati, ma oggi il Movimento 5 Stelle li ha scovati, con tanto di sua firma in calce.

Secondo i magistrati della Procura di Roma, l’ex capogruppo Pd alla Regione Lazio era stato citato da Salvatore Buzzi mentre illustrava a Massimo Carminati “gli emendamenti che Testa (Fabrizio ndr) avrebbe dovuto portare, in originale, in Regione relativi ai nuovi finanziamenti che sarebbero stati ottenuti grazie all’intervento di Luca Gramazio (1,2 milioni ndr) e Marco Vincenzi, capogruppo Pd in Regione Lazio (600.000 euro, ndr)”, si legge nell’ordinanza della seconda tranche dell’inchiesta che sta travolgendo il Comune di Roma e i vertici della Pisana.

Ed eccoli gli emendamenti in questione, scovati dai consiglieri del M5S in Regione. Portano la firma di Marco Vincenzi e sarebbero stati studiati per permettere l’erogazione dei fondi regionali direttamente ai Municipi di Roma capitale, e per far sì che potessero essere finanziati anche progetti riguardanti “la tutela ambientale” e “la riqualificazione urbana”, attività prevalenti del sodalizio criminale romano. Nello specifico il primo emendamento recita: “All’articolo 31, comma 6, dopo le parole ‘dai Comuni’ sono inserite le seguenti: “o dai loro Municipi”; il secondo prevede che al comma 5 sia “inserito il seguente: “5-bis. Una quota del fondo è assegnata per le finalità di cui al comma 6 previa presentazione di specifici progetti da parte dei soggetti interessati”.

In buona sostanza Vincenzi il 17 giugno scorso ha presentato alla Commissione bilancio due emendamenti focalizzando la sua attenzione sui municipi. Con il primo ha chiesto che al fondo regionale per il riequilibrio territoriale, circa 33 milioni per il 2014, potessero accedere direttamente i municipi della Capitale senza passare dal Campidoglio, con il secondo che una quota del fondo potesse essere destinata in particolare proprio a progetti legati al verde pubblico e al sociale. A seguito di ciò con Dgr 503/2014 vengono stanziati proprio 600 mila euro per il fondo imprese di strada e un milione per il litorale. Tali soldi poi non sono mai stati erogati poiché la procedura è stata bloccata dopo gli arresti del 2 dicembre scorso nell’ambito della prima tranche di Mafia Capitale.

Sempre nell’ordinanza si legge un’intercettazione nella quale Buzzi illustrava il meccanismo per far convogliare i fondi regionali verso i municipi: “Il milione e due di Gramazio (Luca, ora in carcere ndr), che deve andare sui municipi, sta diventando… è diventato un milione e otto perché seicento ce li ha messi pure Vincenzi”, aggiungendo che “deve ritornare tutto al nostro gruppo…li dirottiamo su altri municipi nostri”.

Dopo che il suo nome è emerso nell’ordinanza della seconda tranche di Mafia Capitale, il 4 giugno, Vincenzi ha dichiarato di non aver presentato in Consiglio regionale gli emendamenti in questione per finanziare il comune di Roma o i suoi municipi. Ora il suo staff ha corretto il tiro, confermando a Panorama.it che gli emendamenti sono stati presentati, ma precisando che il giorno della votazione Vincenzi non c’era. Lo staff di Vincenzi sottolinea che in ogni caso il primo emendamento valeva per tutti i municipi, non solo per il municipio di Ostia a cui si riferiscono le intercettazioni. Dal verbale della commissione bilancio del 17 giugno 2014, data nella quale Vincenzi ha presentato i due emendamenti, non ancora pubblico ma che ilfattoquotidiano.it ha potuto ottenere (vedi sotto), risulta invece la sua presenza.

I consiglieri del M5S nel frattempo hanno deciso di consegnare carte ed emendamenti alla Procura di Roma.

La risposta di Vincenzi non si è fatta attendere. In una nota diffusa nel pomeriggio l’ex capogruppo Pd parla di “farneticazioni” e di “ricostruzioni manipolate e diffamatorie degli esponenti del M5s”, spiegando che “l’emendamento è di aprile 2014 (ben prima della vicenda nella quale vengo chiamato in causa), non definisce cifre, né c’è alcun riferimento a Ostia o ad altri municipi specifici, come già detto in passato. (…). Si tratta, tra l’altro, di un emendamento concordato con tutto il gruppo PD e approvato in commissione bilancio il 17 giugno 2014. Aggiungo che non ho partecipato alla votazione in quanto non sono componente della commissione”. “Inoltre – continua Vincenzi – sempre nell’ambito della legge 7/2014, il 17 giugno è stato approvato all’unanimità dalla commissione Bilancio, un emendamento proposto dall’assessore al Bilancio Alessandra Sartore “destinato alla valorizzazione e promozione economica del litorale laziale”. Tutti, compresa l’attuale capogruppo del M5s Corrado, quindi, hanno espresso parere favorevole”. “Veniamo ora alle cifre di 600mila euro e di un milione di euro richiamati ad arte dai consiglieri M5S sia nei comunicati stampa sia sui social network, per sollevare strumentalmente confusione e gettare fango nei miei confronti e dell’Amministrazione Zingaretti. Questi fondi – conclude Vincenzi – sono contenuti in una delibera di Giunta regionale sulla quale, è evidente, i consiglieri non hanno alcun potere o esercitano alcun ruolo”.

“Nonostante un verbale di commissione che lo contraddice, l’ex capogruppo che si incontrava in luoghi appartati con Buzzi per ricevere ‘foglietti’ continua a gettare fango su di noi – risponde a sua volta Valentina Corrado, capogruppo del M5S Lazio – la realtà dei fatti, certificata dal verbale, è che Vincenzi quel giorno era in commissione e ha illustrato i propri emendamenti. Il verbale registra alle 16 e alle 17.45 la sostituzione del presidente Buschini con Vincenzi ai fini del numero legale e poi registra l’illustrazione degli emendamenti da parte di Vincenzi e la successiva mia richiesta di chiarimenti sul contenuto dello stesso. Mi chiedo come mai quello che abbiamo sollevato in aula come semplice dubbio abbia provocato queste reazioni nel Pd”.