Quando nove anni fa ereditò da Pierce Brosnan il ruolo dell’agente segreto più celebre al mondo, non suscitò entusiasmi. Oggi, dopo Skyfall, tra i capitoli più premiati e di maggior incasso nella storia della saga, Daniel Craig ha convinto gli scettici ma sembra averne abbastanza di 007. In una recente intervista ad un tabloid inglese l’attore ha infatti dichiarato che si sarebbe tagliato i polsi piuttosto di fare un altro film in cui interpreta James Bond, salvo poi arrivare a Roma e dribblare la domanda, rispondendo: “Fare 007 è stata la migliore esperienza della mia carriera cinematografica e mi è piaciuto molto ogni aspetto anche  se negli ultimi due anni ho respirato, mangiato, bevuto e dormito come fossi James Bond, era la mia quotidianità. Per questo non voglio sentirne più parlare per un bel po’…”.

Al suo quarto film l’immagine di 007 le appartiene ormai del tutto…
Non l’ho fatto in maniera cosciente, quando ho iniziato ad interpretare questo personaggio ero sicurissimo di non voler copiare gli altri attori che gli avevano dato volto e ho dovuto, in un certo senso, ricominciare da zero. E’ stato l’unico modo in cui avrei potuto farlo. C’è una regola però da cui non puoi scappare: stai interpretando James Bond.

Nei capitoli diretti da Sam Mendes, Skyfall e Spectre, c’è un aspetto diverso rispetto ai precedenti: l’introspezione del personaggio. Questo ha ostacolato o facilitato il suo approccio a quest’icona?
L’aspetto introspettivo ha facilitato il mio lavoro perché mi ha dato la possibilità di stabilire un contatto emotivo col personaggio. All’inizio non ero sicuro perché non volevo diventasse freudiano ma poi ho scoperto di potermi relazionare meglio al personaggio cogliendone le emozioni, scoprendo chi è, così abbiamo ottenuto sia lo spettacolo che l’introspezione. Questo film è molto individualistico e allo stesso tempo richiama i capitoli della saga realizzati negli anni ’60 e ’70.

Com’è cambiata la sua carriera tra il primo e l’ultimo 007 che ha girato?
Mi sono messo alla prova costantemente con i talenti che Sam Mendez e stato in grado di attirare sia per quanto riguarda il cast artistico che quello tecnico, che ci ha permesso di ottenere altissimi risultati.

Per la prima volta 007 arriva a Roma, com’è stato girare in questa città?
Abbiamo avuto la fortuna di girare in tanti posti fantastici (Città del Messino, Tangeri, Londra e Austria ndr), ma credo che tutti nel cast abbiamo lasciato un pezzo di cuore a Roma, perché abbiamo avuto il permesso di girare in posti eccezionali delle scene spettacolari, per cui sono felicissimo di essere tornato e non posso che dire grazie alla città, anche per i disagi causati agli automobilisti!

Qual è l’aspetto che le piace di meno della popolarità che le ha donato James Bond?
Non poter più camminare per strada in incognito, senza essere riconosciuto.

Non vuole dirci nulla sui prossimi impegni cinematografici o su quello che farà a teatro (da cui proviene)?
Presto tornerò a teatro a New York con Othello assieme a David Oyelowo (The Butler, Interstellar, Selma – La strada per la libertà ndr.), dove interpreterò l’infido Iago e ne sono davvero contento.