Non solo le cene con la carta di credito del Comune. I guai giudiziari di Ignazio Marino in realtà sono iniziati già a giugno scorso quando l’ex sindaco di Roma è stato indagato nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità nei pagamenti a due collaboratori della Onlus Imagine. È questa un’associazione umanitaria, che opera in Honduras e Congo, fondata nel 2005 anche dal sindaco di Roma. L’orientamento della procura di Roma è quello di archiviare la vicenda (sulla quale ha tenuto stretto riserbo in questi mesi), che durante la passata campagna elettorale è stata usata dagli avversari politici di Marino.

Il pm titolare del fascicolo, Pantaleo Polifemo, ha iscritto in totale quattro persone nel registro degli indagati. I reati contestati a vario titolo “ciascuna nelle rispettive qualifiche” sono concorso in truffa, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Al centro dell’inchiesta ci sono tre assegni staccati dall’Onlus Imagine, due intestati a persone fittizie e uno a un informatico che si sarebbe intascato anche gli altri due, tramite una girata. La colpa di Marino, al quale sarebbe contestato il concorso in truffa, sarebbe quella di aver firmato gli assegni per persone inesistenti per permettere al lavoratore di ricevere uno stipendio maggiore. Reato del quale il sindaco ritiene di essere stato indotto: non sapeva, afferma, che quegli assegni fossero per persone che invece non lavoravano per la Fondazione.

La vicenda della Onlus Imagine nelle scorse settimane è stata anche oggetto di alcune interrogazioni firmate dal senatore Andrea Augello e dal deputato Vincenzo Piso (entrambi dati in uscita da Ncd nel gruppo alleato di Quagliariello) che chiedeva di “conoscere per quali motivi i competenti uffici del ministero del Lavoro e delle politiche sociali non abbiano svolto accertamenti sulla Onlus”. Dal ministero hanno risposto sulla scorta delle informazione ricevute dal ministero della Giustizia: “Il ministero ha reso noto che la procura di Roma ha iscritto, su fatti menzionati, il procedimento penale numero 1716 del 2014”. Dopo aver citato i reati contestati si aggiunge che “in tale procedimento l’Inps è stata indicata come parte offesa. Si segnala che l’attività di indagine ha avuto origine, non da una querela, ma da una segnalazione della Polizia giudiziaria”. I due chiarimenti indicano che l’indagine non è nata (come inizialmente dichiarato da Marino) su denuncia del sindaco e che lui non è considerato parte offesa nel procedimento.

Ma non è tutto. Perché di questa Onlus nei mesi scorsi se ne parlò anche nelle pagine di cronaca locali quando venne a galla la questione degli immobili che il Campidoglio stava per mettere in vendita. Una parte del patrimonio del Comune però sarebbe stato dato in concessione ad associazioni, partiti, istituzioni di volontariato, e così via. Tra questi, c’era anche l’immobile di via dei Volsci, nel quartiere romano di San Lorenzo, dove ha sede la Onlus. Il sindaco in quei giorni si difese spiegando che l’assegnazione della sede era stata fatta nel 2005 quando non era neanche senatore.