Quelli di Scientology, abituati come sono alle star hollywoodiane, fanno da sempre le cose in grande. Non deve sorprendere, dunque, la faraonica sede che la Chiesa più discussa del mondo sta per aprire a Milano: diecimila metri quadrati di superficie in viale Fulvio Testi, lunga arteria che fa da corridoio di ingresso in città venendo da nord.
Ovviamente non mancano, in dimensioni mastodontiche, tutti i simboli della religione fondata da Ron Hubbard ormai più di sessant’anni fa: la croce (ma il Cristianesimo non c’entra nulla), il logo, i nomi dei vari programmi (a metà strada tra percorsi motivazionali e terapie psicologiche) che sono il cuore del sistema di credenze di Scientology.

Il palazzo che ospita la sede milanese ha un passato industriale, come molti degli spazi della zona, e in passato ha ospitato aziende arcinote come Philips e Sun Mycrosystems. Il prezzo di mercato si aggira sui trenta milioni, un investimento che, di questi tempi, sarebbe difficile per chiunque. Non per loro, evidentemente, visto che dalle prime immagini si nota un lavoro di ristrutturazione e “abbellimento” degno della West Coast.
Si apre ufficialmente il 31 ottobre, e l’ufficio stampa ha poca voglia di parlare con la stampa. Fa un po’ impressione il racconto del giornalista del Corriere che, alla ricerca di qualche dettaglio in più sull’avventura milanese di Scientology, aveva contattato la Chiesa, sentendosi dire, più o meno, quanto segue: “Quando vogliamo comunicare, compriamo spazi pubblicitari. Ma possiamo scrivere l’articolo insieme”. Ma nessuno parli di setta, per carità.
In realtà, Scientology non è nuova sulla scena milanese, ma fino a oggi aveva scelto un basso profilo. Evidentemente i numeri, che dalla Chiesa non comunicano nemmeno per sogno, sono diventati importanti.

Altra curiosità interessante: la richiesta di cambio di destinazione d’uso è arrivata prima della nuova legge voluta dalla giunta Maroni sui luoghi di culto, scritta ad hoc per bloccare le moschee e che, per un pelo, ha rischiato di bloccare anche la nuova faraonica sede della psico-religione.
In Italia, Scientology ci è arrivata nel 1974, vent’anni dopo la fondazione, e sul numero di “seguaci” c’è molta confusione. Nel 1997, gli stessi hubbardiani comunicavano 100mila italiani “iscritti” alla Chiesa, ma solo un anno dopo uno studio del Ministero dell’Interno riduceva il fenomeno a 7mila persone. Nel frattempo magari è cresciuto l’appeal di Scientology, grazie anche agli echi hollyhwoodiani, a Tom Cruise e John Travolta, all’appeal mediatico, e la nuova sede di Milano è la testimonianza che c’è voglia di investire sull’Italia.