“Ho già detto come la penso sui rischi di questa operazione sul delicato mercato dei libri. Ma ho anche ripetuto dal primo minuto che il governo non può e non deve intervenire. Sarà semmai l’autorità Antitrust secondo la legge a valutare come sempre, e nella sua totale indipendenza, l’operazione di acquisto Rcs”. Così Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali, ha commentato la notizia dell’acquisizione di Rcs Libri da parte di Arnoldo Mondadori Editore per 127,5 milioni di euro. Operazione che porterà il gruppo di Segrate a controllare il 35% del mercato italiano dei libri e il 23-25% dell’editoria scolastica. Nei mesi scorsi Franceschini si era detto “molto preoccupato” per l’operazione. In un tweet postato il 19 febbraio aveva avvertito: “E’ troppo rischioso che una sola azienda controlli metà del mercato“. Poi aveva sottolineato che “non c’è settore più delicato e sensibile per la libertà di pensiero e di creazione del mercato dei libri”.

E’ stato proprio il nodo dell’antitrust a ritardare rinviare la chiusura dell’operazione, che era attesa per il 30 settembre. Alla fine domenica sera l’amministratore delegato del gruppo di Segrate Ernesto Mauri ha firmato, a fronte però di uno sconto rispetto ai 135 milioni stabiliti in un primo momento. L’accordo sottoscritto dal numero uno del gruppo che pubblica il Corriere della SeraPietro Jovane, prevede la cessione dei marchi Rizzoli, Bompiani e Marsilio, mentre resta fuori il 58% posseduto da Rcs in Adelphi, che verrà ceduta al socio Roberto Calasso. E il comunicato di Rcs sottolinea che “eventuali provvedimenti di autorizzazione condizionata non pregiudicheranno il completamento dell’operazione e non comporteranno modifiche delle condizioni economiche per Rcs MediaGroup”. Vale a dire che sarà Mondadori a doversi far carico di eventuali rilievi del garante della concorrenza e del mercato, che potrebbe chiedere la vendita di una delle case editrici per ridurre la concentrazione.

Secondo Marina Berlusconi, presidente della Arnoldo Mondadori Editore, “le dinamiche del settore spingono in tutto il mondo gli editori ad unire le forze. Un processo che in Italia, dove gli operatori hanno dimensioni molto più piccole rispetto a quelli degli altri principali Paesi, risulta ancora più necessario”. La borsa pe ora ha mostrato di apprezzare l’operazione: lunedì il titolo Rcs ha chiuso in rialzo del 5,39% e Mondadori del 2,31%.