“Come i governi precedenti, questo governo (con l’opposizione per una volta solidale), sembra considerare la cultura l’ultima risorsa e la meno necessaria”. Quindi, “scelgo di non accettare” il premio De Sica (“sotto l’alto Patronato della Presidenza della Repubblica”, si legge sul sito), che sarebbe stato personalmente consegnato dal ministro Dario Franceschini.

E’ un rifiuto in aperta polemica col governo Renzi quello dello scrittore bolognese Stefano Benni, che pur ringraziando i promotori “per la vostra stima”, rifiuta di presentarsi per il riconoscimento culturale, che nell’edizione 2014 è stato assegnato, fra gli altri, anche ad Ascanio Celestini, Fabiola Gianotti, Romano Prodi. Il premio, spiega l’autore in un post su Facebook, “è contraddistinto, in modo chiaro e legittimo, dall’appoggio governativo, come dimostra il fatto che è un ministro a consegnarlo”. “Comprendo il vostro desiderio di ricordare il grande Vittorio De Sica – conclude nel suo messaggio – e voi comprenderete il mio piccolo disagio”.

Poiché sono uscite notizie un po’ imprecise a riguardo, ecco il testo della motivazione con cui il Lupo Benni non ha…

Posted by Stefano Benni – official fanpage on Martedì 29 settembre 2015

Benni attacca il governo e le sue scelte in ambito culturale e affida in un messaggio sul social network le ragioni del rifiuto e delle critiche. “Non mi aspettavo questo accanimento di tagli alla musica – scrive l’autore di Bar Sport, La compagnia dei celestini e Cari mostri – al teatro, ai musei, alle biblioteche, mentre la televisione di stato continua a temere i libri, e gli Istituti Italiani di Cultura all’estero vengono di fatto paralizzati. Non mi sembra ci sia molto da festeggiare”.

E pur augurando una “bella cerimonia” e precisando di stimare “molti dei premiati”, auspica che “subito dopo l’evento il governo riflettesse se vuole continuare in questo clima di decreti distruttivi e improvvisati, privilegi intoccabili e processi alle opinioni”. Infine, conclude: “Nessuno pretende grandi cifre da Expo, ma la cultura (e la sua sorgente, la scuola) andrebbero rispettate e aiutate in modo diverso. Accettiamo responsabilmente i sacrifici, ma non quello dell’intelligenza”.

Il suo rifiuto raccoglie messaggi di sostegno e solidarietà su Twitter, anche da parte del vignettista Vincino: