Mentre tutta l’industria automotive osserva pensierosa l’evolversi del “Dieselgate” Volkswagen e ne attende le nefaste conseguenze, un outsider come Elon Musk, con la sua Tesla che il gasolio non sa neanche che cosa sia, si frega le mani e pontifica col petto gonfio. “Chissà, forse la redenzione del Gruppo tedesco avverrà attraverso le auto elettriche”, è stata la frase con cui l’imprenditore americano ha commentato lo scandalo sulle emissioni durante la conferenza stampa in cui ha annunciato il consistente incremento della produzione dello stabilimento olandese di Tilburg (nella foto sopra), costruito solo due anni fa. Le 200 Model S alla settimana che sono state assemblate finora e poi spedite in tutta Europa sono diventate 450, in attesa di iniziare a produrre la Model X. Per questo l’impianto è stato ingrandito, passando da 18.900 metri quadrati a 77.648.

Forte di questo successo, Musk non si è risparmiato e ha praticamente decretato la fine dei motori a combustione interna. “Hanno raggiunto il loro limite, i miglioramenti ormai sono marginali”. Ma, lungi da voler solo criticare, il CEO di Tesla ha poi fornito la sua soluzione: “Se ci fossi io al comando del gruppo Volkswagen, punterei decisamente sull’elettrico, cercando di diventare un leader”. Le idee sono chiare, così come il panorama che Musk ha in mente: “Tutta l’industria automotive ha ormai imboccato questa strada e chi non la seguirà presto o tardi sarà tagliato fuori”. Dopo aver dato lezioni di management ai tedeschi, poi, l’imprenditore americano si è messo nei panni dei “poveri” ingegneri Volkswagen che “sicuramente sono stati messi sotto pressione, perché si sono scontrati con le leggi della fisica e hanno dovuto escogitare un trucco per raggiungere l’obiettivo richiesto”.

Quanto ai cicli di omologazione, ovviamente sono stati giudicati inadeguati e fallaci, ma pure privi di attendibilità sul lungo termine. “I motori endotermici rispettano le specifiche quando sono nuovi, ma poi si usurano e funzionano ancora peggio”. Insomma, l’auto è tutta da rifare e il futuro, ovviamente, è elettrico. Nessuna novità quindi, è come chiedere all’oste se il vino è buono, perché in tutto questo discorso Musk ha dimenticato quel “piccolissimo dettaglio” della filiera di produzione dell’energia elettrica: se per caricare la batteria di una Model S bisogna usare chili di carbone allora il discorso si complica. In ogni caso Musk va avanti con gli investimenti e ha detto che Tesla aumenterà la sua presenza in Europa, sia sotto forma di assunzioni di ingegneri che come attività produttive. Qualche scossa, insomma, ci sarà.