Beppe Grillo

Tutti ricorderanno il gran clamore della stampa italiana all’indomani delle elezioni europee dello scorso anno in merito all’alleanza del Movimento 5 Stelle con l’Ukip di Nigel Farage. Se è vero che la stragrande maggioranza dell'”informazione” italiana quando si tratta di M5S ne scrive solo allo scopo di denigrarlo è anche vero che in quell’occasione molte delle critiche venivano anche da chi, trovandosi dentro al M5S da attivista, parlamentare o elettore, riteneva che il Movimento in cui per anni avevano militato non avesse nulla a che spartire con le idee di Farage.

Io stesso, in una lettera aperta agli europarlamentari 5stelle da poco eletti denunciai l’incoerenza e l’illogicità di una tale scelta, per l’idea di Europa diametralmente opposta rispetto a quella del partito euroscettico e xenofobo inglese Ukip (“una comunità” Vs “un’organizzazione criminale da distruggere”), della presenza di europarlamentari di estrema destra e razzisti quali i “democratici svedesi” e una fuoriuscita dal Front National di Marine Le Pen, di una sensibilità agli antipodi sulle tematiche ambientali, senza parlare delle modalità di voto on-line dal quale erano stati esclusi i Verdi, unico gruppo per molti naturale destinazione del M5S in Europa.

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Ciò nonostante si decise diversamente creando (o rispolverando) l’Efd (D) e vantando infiniti vantaggi quasi automatici che questa alleanza avrebbe portato, come la presidenza e la vice presidenza di commissioni e agitando lo spauracchio del rimanere tra i “non iscritti” a nessun gruppo, per non parlare della mirabolante previsione su Farage descritto come “prossimo primo ministro inglese”.

A causa dell‘ostruzionismo vergognoso dei grandi gruppi politici che in teoria dovrebbero essere contrapposti ma in realtà se lo spartiscono: Partito Popolare Europeo (Ppe) e Socialisti e Democratici (S&D) con la complicità dei liberali dell’Alde nessun europarlamentare del M5S venne eletto alla presidenza o vice-presidenza di una Commissione (prova che l’appartenere ad un gruppo qualsiasi non ne dava automaticamente diritto).

Unico vantaggio della nascita di questo gruppo, permettere all’Ukip di incassare circa 1 milione di sterline l’anno (1 milione e 300 mila euro). Quando si dice “sputare nel piatto in cui si mangia”! Non è poi così male questa Europa!  

La mia lettera di un anno fa agli europarlamentari si concludeva con una speranza: “che il tempo vi consenta di realizzare quanto distante è il MoVimento da questi compagni di viaggio così scomodi“. A distanza di un anno è il momento di fare un primo bilancio e vedere se quest’alleanza è risultata un successo o soltanto un puro “matrimonio di interessi” che giova ad una parte sola (Ukip) e verificare se ci vedevano giusto Grillo e Casaleggio che spingevano per l’alleanza con Farage o quelli che nel M5S consideravano i Verdi come il gruppo più affine per idee e valori comuni. 

Grazie alla preziosissima banca dati messa a disposizione da Votewatch che registra tutte le votazioni del Parlamento Europeo ho quindi analizzato le oltre duecento votazioni in Plenaria avvenute dal Luglio 2014, data di insediamento dell’attuale legislatura allo scorso 15 Settembre ed il risultato è stato eloquente.

Da questi risulta che M5S e e Ukip sono dei veri “separati in casa” se è vero come è vero che votano allo stesso modo solo meno di 3 votazioni su 10 mentre la quasi sempre se i primi votano a favore, i secondi lo fanno contro o viceversa e, se quelli di Farage formassero un gruppo tutto loro questo sarebbe quello con cui i penta-stellati si troverebbero a votare meno spesso.

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E i Verdi? Per la grande sorpresa di tutti (soprattutto coloro i quali pensavano che il M5S dovesse essere una brutta copia della Lega) il gruppo ecologista (privo di italiani) risulta, insieme a quello della Sinistra unitaria europea e Sinistra verde nordica Gue/Ngl (in cui ritroviamo Podemos, Syriza e Barbara Spinelli) quello con cui gli eurodeputati M5S si ritrovano più spesso (ben 74 volte su 100) a votare insieme.

L’ultimo esempio in ordine di tempo ci arriva con la plenaria della settimana scorsa dove su temi considerati fondamentali per il M5S quali l’iniziativa per il diritto all’acqua pubblica “right 2 water” e quella che doveva decidere se vietare o meno la clonazione di animali da allevamento l’Ukip ha votato contro mentre M5S e Verdi lo hanno fatto a favore.

Non sarebbe più logico porre fine a questa assurdità? O meglio attendere il giorno in cui una votazione vedrà l’ago della bilancia spostarsi dal lato opposto a quello sperato dal M5S a causa del voto dei colleghi di gruppo dell’Ukip di quel simpaticone di Farage?

Curiosità: salta agli occhi in ultima posizione l’Ecr (Conservatori e Riformisti Europei) alternativa all’Ukip nel voto on-line per la “scelta” del gruppo di un anno fa e ricettacolo di conservatori inglesi, xenofobi danesi e di ex Presidenti della Regione Puglia fuoriusciti da Forza Italia (Raffaele Fitto).  Per quanto riguarda Farage invece,non solo non è diventato primo ministro ma non è riuscito neanche a farsi eleggere parlamentare nella sua circoscrizione!