“Io popolare? Anche Gesù ed è finito come è finito”. È la risposta di Papa Francesco a una domanda sulla sua popolarità rivoltagli dalla vaticanista portoghese Aura Miguel in un’intervista di un’ora che andrà in onda su Radio Renascenca lunedì 14 settembre 2015 quando in Italia saranno le 10 del mattino. “Molte volte – afferma Bergoglio – mi chiedo come sarà la mia croce, come è la mia croce. Le croci esistono, non si vedono ma ci sono. Anche Gesù in un certo momento è stato molto popolare, ed è finito come è finito. A nessuno è garantita la felicità mondana”.

Ascoltando questo stralcio dell’intervista rilasciata dal Papa in occasione della visita a Roma dei vescovi portoghesi, c’è già chi nei sacri palazzi torna con la mente alle due più celebri gaffe di Giovanni Paolo I, negli appena 33 giorni del suo brevissimo pontificato, che fecero storcere non poco il naso alla Curia romana. “Spero – disse Luciani subito dopo l’elezione – che i miei confratelli cardinali aiuteranno questo povero Cristo, vicario di Cristo a portare la croce con la loro collaborazione di cui io sento tanto il bisogno”. E l’altra che fece strappare le vesti a non pochi cardinali e vescovi: “Dio è papà; più ancora è madre“.

Bergoglio aveva fatto già sua quest’ultima frase di Giovanni Paolo I nell’omelia della messa di Casa Santa Marta dell’11 dicembre 2014: “È talmente tanta la vicinanza, che Dio si presenta qui come una mamma, come una mamma che dialoga con il suo bambino: una mamma quando canta la ninnananna al bambino e prende la voce del bambino e si fa piccola come il bambino e parla con il tono del bambino al punto di fare il ridicolo se uno non capisse cosa c’è lì di grande”.

Nell’intervista rilasciata ad Aura Miguel, come la stessa vaticanista racconta a ilfattoquotidiano.it, non mancheranno ulteriori sorprese dato che nel fuoco finale di domande brevi a cui la giornalista ha sottoposto il Papa ce n’è anche una su come e dove vorrebbe morire. Spazio anche per tante battute: “Non ho mai conosciuto un portoghese cattivo!”. Ma Francesco tocca anche temi molti seri come la questione dei profughi spiegando il suo appello concreto rivolto a ogni parrocchia e comunità religiosa europea ad accogliere almeno una famiglia di migranti e il Sinodo dei vescovi sulla famiglia che si terrà dal 4 al 25 ottobre prossimi e che dovrà trovare soluzioni concrete per l’accoglienza dei divorziati risposati e dei gay.

“Non è stato facile intervistare il Papa”, racconta a ilfattoquotidiano.it Aura Miguel che più volte aveva chiesto a Bergoglio questa possibilità durante i viaggi papali e Francesco si era sempre detto in “debito” con lei. “Durante il volo per l‘America latina sono rimasta ancora stupita quando il Santo Padre si è avvicinato per salutarmi mentre cercava qualcosa nelle sue tasche. Alla fine ha tirato fuori una busta sulla quale era scritto il mio nome. Nella busta ho trovato due preghiere, una a santa Teresa del Bambino Gesù e l’altra a san Giuseppe, e la mia lettera del giugno precedente con la quale avevo rinnovato la mia richiesta per un incontro. Qualche giorno dopo la fine di questo viaggio ho ricevuto una lettera ufficiale con la quale venivo informata che Papa Francesco mi avrebbe ricevuta per l’intervista l’8 settembre 2015 alle 11,30″.

 Twitter: @FrancescoGrana