Dagli accoltellamenti in curva, alle scorribande armate nelle piazze della movida, a tre omicidi nel centro storico in pochi giorni fino agli avvertimenti a colpi di sventagliate di kalashnikov e granate al Rione Traiano, nella periferia Occidentale. E’ mattanza a Napoli. E’ un’improvvisa fiammata di violenza criminale che sembra aver fatto ripiombare la città in un buco nero. Non siamo a Baghdad ma il bollettino quotidiano della violenza mette i brividi a tal punto da aver spinto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, a disporre il potenziamento dei servizi di prevenzione e di controllo del territorio a Napoli e hinterland con l’invio immediato di oltre 50 unità di rinforzo del Reparto Prevenzione Crimine della Polizia di Stato e delle Compagnie Intervento Operativo dell’Arma dei Carabinieri.

Un primo importante segnale sollecitato a gran voce dal Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico riunito d’urgenza anche oggi dal prefetto di Napoli Gerarda Maria Pantalone. Sono molti i ‘fronti di guerra’ aperti in città. L’escalation nel week end. Nel mirino dei killer finisce Antonio Simonetti, 30 anni, già noto ai terminali della questura. E’ sera, esce dal negozio di detersivi della sorella, in via Camillo De Meis, nel quartiere di Ponticelli. In due, in sella a uno scooter, gli si avvicinano e gli sparano sei colpi di pistola al torace ed alla testa. Inutile la corsa all’ospedale Villa Betania. Con Simonetti salgono a quattro le vittime nella periferia Orientale.

Trascorrono poche ore. E’ l’alba di domenica. In piazza Santa Maria della Sanità davanti alla Chiesa di San Vincenzo nel rione dove nacque Totò nel cuore del Centro storico s’intrattengono una decina di giovani. Sono attimi e parte il raid armato. Sono le 4 e 20, Gennaro C., 17 anni, viene centrato allo sterno da un proiettile. L’adolescente – già noto alle forze dell’ordine – cade esamine a terra tra il fuggi fuggi generale. Giunge in fin di vita all’ospedale Vecchio Pellegrini dove muore. La Scientifica nel corso dei rilievi troverà proprio nei pressi della parrocchia oltre 18 bossoli di due diversi calibri e un’auto con i vetri andati in frantumi. Nelle ultime ore gli inquirenti – nonostante le manifestazioni spontanee di parenti e amici del giovane – ipotizzano che il 17enne fosse l’obiettivo della spedizione di morte. E’ una guerra.

Solo tre giorni prima a qualche metro di distanza da piazza Santa Maria della Sanità all’angolo tra Discesa Sanità e vico Purità i sicari intercettano a bordo di una Twingo color grigio Pasquale Ceraso, 67 anni, pregiudicato e vicino a un clan. Non ha scampo. Dieci colpi, uno alla testa, il resto della raffica in altre parti del corpo. Un’esecuzione che gli investigatori hanno escluso che fosse collegata ai violenti tafferugli esplosi sugli spalti dello stadio San Paolo nel corso della partita tra Napoli e Sampdoria. Risse e coltellate tra ultras tra il terrore degli spettatori. Sigle del tifo organizzato dirette emanazioni dei diversi gruppi criminali orbitanti vicino a clan e in lotta tra loro.

E su questo punto Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Anticorruzione e con una grande esperienza da magistrato in prima linea è netto: “Le curve sono in mano ai camorristi, serve il Daspo. Proprio allo stadio i clan pescano manovalanza”. Non è finita. Napoli è una città in guerra. Un altro fronte è quello del Rione Traiano nel quartiere Soccavo, periferia Occidentale della città. Si tratta di un agglomerato di case popolari dove da anni si vende ogni tipo di stupefacente. Qui proprio l’anno scorso perse la vita il 16enne Davide Bifolco ucciso da un carabiniere nel corso di un controllo. Le scorribande a colpi di kalashnikov e fucili a pompa non si contano più. Nel mirino finiscono abitazioni di incensurati ma anche qualche negozio gestito da personaggi legati al crimine. Il terzo raid in poco più di 12 ore è avvenuto alle 6.30 di lunedì 7 settembre in via Catone, diversi colpi di arma da fuoco sono stati esplosi contro la porta di un’abitazione a fronte strada.

Gli agenti hanno trovato a terra 21 bossoli di kalashnikov, un proiettile inesploso e vari frammenti di ogiva. Sulla porta dell’abitazione, il cui proprietario è un incensurato di 32 anni, sono stati trovati 7 fori. Danneggiati perfino i tubi del gas e dell’acqua. Il sindaco Luigi De Magistris parla di una città fino a qualche settimana fa più sicura di Milano e Roma come risulta dai dati ufficiali. Ma negli ultimi giorni le tenebre sembrano aver avvolto la metropoli all’ombra del Vesuvio. Per lo studioso Isaia Sales non c’è dubbio: “A Napoli da tempo è saltato ogni confine, ogni recinto, c’è il sommarsi di una illegalità diffusa a forme di gangsterismo giovanile e criminalità urbana organizzata”.