Il Pd che oscilla tra il 30,6 e il 34,1. Il M5s che resta tra il 22,6 e il 25,1. La Lega Nord che mantiene i suoi valori tra il 15,4 e il 16,5. I primi tre partiti sono ancora questi, secondo i sondaggi di Ixè, Swg e Euromedia Research. Le tendenze, rispetto alle rilevazioni di un mese fa, suggeriscono una lieve flessione del Partito Democratico, ma anche del Movimento Cinque Stelle. E contemporaneamente un incremento del Carroccio e un po’ di ossigeno in più per Forza Italia. E’ possibile che a pesare siano state le tematiche legate alla questione immigrazione (e accoglienza). Si tratta comunque di spostamenti quasi impercettibili nel “linguaggio” dei sondaggisti che fissano abitualmente il margine d’errore intorno al 3 per cento.

Swg: centrodestra unito a 2 punti dal Pd
E’ Swg che assegna il potenziale più alto al Pd: 34,1 (-0,2% in un mese). Seguono i Cinque Stelle al 23,7 (-1,8% rispetto alla precedente rilevazione del 30 luglio) e la Lega Nord che torna sopra al 16 per cento (16,2 con un più 1,1). A seguire c’è Forza Italia con il 12,6 che pure aumenta (dello 0,6). A pagare qualcosa è Fratelli d’Italia, dal 3,9 al 3,2 in un mese. La sorpresa riguarda Sel che secondo Swg, se si votasse oggi, resterebbe fuori dal Parlamento: i vendoliani si trovano infatti sotto la soglia di sbarramento del 3 per cento, raccogliendo solo il 2,4, sebbene in ripresa dall’1,8 di fine luglio. La spunterebbe invece il Nuovo Centrodestra con il 3,1 (per fare cosa non si sa, visto che a oggi non si prevedono né alleanze con il centrodestra né con il centrosinistra). Peraltro, al netto del fatto che sommare i risultati dei partiti non è propriamente “scientifico”, è da segnalare che le forze politiche di centrodestra più “omogenee” – cioè Lega Nord più Forza Italia più Fratelli d’Italia – raccoglierebbero insieme il 32 per cento, un dato vicino a quello del Pd (e comunque da ballottaggio).

Ixè: Ncd a rischio per soglia di sbarramento
Secondo Ixè (sondaggio per Agorà) il Pd arriva invece al 33,4. In questo caso il centrodestra (unito in una eventuale, per il momento presunta, unica lista) non supererebbe quota 30 per cento. E’ la Lega Nord, in quell’area elettorale, a raccogliere il maggior numero di voti, secondo l’istituto diretto da Roberto Weber: 15,4 per cento. Poi seguono Forza Italia che in questo caso raggiunge a fatica la doppia cifra (10,2) e Fratelli d’Italia che sfiora il 4 (3,9). La corsa a sé del Movimento Cinque Stelle è data, a oggi, al 22,6. Sono tutti valori che confermano di fatto quelli rilevati il 6 agosto, praticamente un mese fa. Quanto alla soglia di sbarramento riuscirebbero a entrare in Parlamento Sel (4,6%) e a fatica il Nuovo Centrodestra (3,1).

Euromedia: centrodestra unito davanti al Pd
I dati di Euromedia Research (per Panorama) danno invece il Pd in calo rispetto all’ultima rilevazione utile di questo istituto (che lavora anche per Ballarò). Oggi i democratici sarebbero al 30,6, rispetto al 32,1 della prima settimana di luglio. In aumento è la Lega, stabilizzata oltre il 16 per cento (16,5, +1,5 in due mesi), ma in questo caso anche il M5s (25,1 dal 23,4). Forza Italia scende all’11,9 (dal 13,2). In tutto un eventuale “listone” di centrodestra anti-Renzi sarebbe dato al 31,5 quindi arriverebbe al ballottaggio addirittura davanti al Pd. Nella nuova Camera disegnata dall’Italicum avrebbero rappresentanza Sel (3,1) e una potenziale forza di sinistra-sinistra (4,5, il quesito del sondaggio fa riferimento a Possibile di Pippo Civati più la Coalizione sociale di Maurizio Landini più altri). Non ce la farebbe invece Area Popolare (Ncd più Udc) che non supererebbe quota 2,5.

Renzi, fiducia al 30%, ma resta il “preferito” per Palazzo Chigi
Capitolo a parte riguarda la fiducia nel presidente del Consiglio Matteo Renzi e nel governo, “sondata” di nuovo dall’istituto Ixè. L’indice per il capo del governo è stabile al 30 per cento. Mentre risulta che ha fiducia nell’esecutivo il 27 per cento degli intervistati (3% risponde “molta”, il 24 “abbastanza”) e il 73 non ne ha (34 per cento) o ne ha poca (39). Il politico che raccoglie maggiori attestazioni di fiducia è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (60%), davanti a Renzi (30), Matteo Salvini (21), Grillo (19), Landini (15), Berlusconi (11). In un confronto tra possibili candidati a Palazzo Chigi Renzi è il preferito con il 38,2%, davanti a un possibile ticket Berlusconi-Salvini al 32.7% e a un candidato Cinque Stelle al 29,1.