Arrestato e condannato per tratta di essere umani e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Un italiano di 32 anni, romano ma residente a Milano, aveva nascosto sul suo furgone 24 immigrati e aveva provato a trasportarli in Francia attraverso la frontiera di Ventimiglia, rischiando di farli morire di asfissia. E’ la prima volta che si ha notizia di un italiano coinvolto nel traffico di migranti: finora tutti i casi erano avvenuti in Austria, in Ungheria e altri Paesi dell’Europa centrale. Pochi giorni fa un italiano era stato arrestato in Inghilterra per lo stesso motivo, ma era stato rilasciato perché era emerso che i migranti si erano nascosti sul suo camion a sua insaputa.

Questa volta, invece, il tentativo è stato bloccato a Mentone, prima città francese dopo il confine, grazie all’intervento della polizia. L’adescamento dei profughi era stato notato dalla polizia italiana che ha subito avvertito i colleghi francesi. Dopo l’alt degli agenti transalpini, il trafficante ha forzato il posto di blocco e ha provato a scappare. Durante l’inseguimento ha anche tentato di speronare l’auto della polizia senza riuscirci. Per questo, oltre al reato di tratta, è stato anche accusato di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Subito processato, l’uomo è stato condannato a tre anni di reclusione e dieci d’interdizione dal territorio francese.

Nell’organizzare l’operazione, l’italiano è stato aiutato da tre nordafricani che hanno adescato i migranti a Ventimiglia. Una volta raggiunto un accordo economico si sono fatti pagare e sono stati fatti salire sul furgone nei pressi di un supermercato vicino al confine. I migranti in questione erano 16 bengalesi, 6 pachistani, un siriano e un indiano. Dopo l’arresto del trafficante sono stati rimandati in Italia e sono stati affidati alla Croce Rossa.