Niente più giro di deleghe per andare a prendere il figlio a scuola o per parlare con educatori e insegnanti. Da quest’anno, le famiglie omosessuali con bambini iscritti agli asili nido o alle materne di Bologna hanno a disposizione un modulo di autocertificazione, che estende al partner i diritti del genitore biologico. Un sistema che, oltre a mettere sullo stesso piano i due genitori, di fatto semplifica parecchio la vita quotidiana delle famiglie arcobaleno.

La novità è stata annunciata nel corso di un dibattito dedicato alle questioni di genere, organizzato mercoledì 2 settembre allo spazio donne della Festa dell’Unità di Bologna. Una sorta di intervista collettiva al sindaco Virginio Merola, alla quale hanno partecipato, tra le altre, anche la vicepresidente della Casa delle donne di Bologna, Angela Romanin, ed Elisa Dalmolin, referente per la regione delle famiglie arcobaleno. Seduto sul palchetto, il sindaco ha confermato l’introduzione del “modulo di autocertificazione di famiglia omogenitoriale”, a partire dall’anno scolastico che si sta aprendo.

“A livello nazionale – ha commentato il sindaco, rilanciando la notizia sul suo profilo Facebook – non abbiamo ancora delle leggi a tutela delle famiglie arcobaleno e dei loro figli. Ma questo qui a Bologna non ci ferma. Vogliamo riconoscere a tutti gli stessi diritti. Abbiamo appena realizzato un nuovo modulo di autocertificazione per le famiglie omosessuali che hanno figli al nido e alla materna, per superare gli avvilenti problemi quotidiani che le famiglie arcobaleno si trovano ad affrontare. Niente più firma per andare a ritirare il proprio figlio a scuola. A Bologna, basta un’autocertificazione”.

Il meccanismo è semplice. Si tratta di un foglio prestampato con il logo del Comune e dell’Istituzione scuola, in cui “il/la sottoscritto/a dichiarano di voler condividere nel ruolo genitoriale da entrambi/e assunto, la relativa funzione a favore del minore”. Poche righe che, una volta compilate, cancellano ogni disparità tra genitore biologico e non. E permettono a entrambe le mamme o i papà di portare avanti tutte le attività scolastiche previste dal nido e dalle scuole materne. Come mettere la firma per autorizzare una gita o partecipare agli incontri con gli educatori.

Esultano le famiglie lgbt, mentre quella di Bologna passa alle cronache, ancora una volta, come una delle amministrazioni più aperte nel campo dei diritti, pronta ad anticipare e battere sul tempo la politica nazionale. Un anno fa, ad esempio, sempre Merola, seguendo l’esempio di Napoli, aveva introdotto il registro per i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti alle estero. Una causa portata avanti anche nei mesi successivi, senza dietrofront, nonostante lo stop e l’annullamento delle trascrizioni chiesti dal ministro Alfano.