Lo hanno arrestato perché stava filmando le violenze compiute da alcuni militi israeliani ai danni di un ragazzo palestinese di 12 anni, a Gaza. Lui è Vittorio Fera, 31 anni, volontario impegnato con il Movimento Internazionale di solidarietà, una delle realtà associative che opera in quelle terre.

Le immagini, e non solo quelle di Fera, hanno fatto già il giro del mondo, per altro riprese anche da alcuni media israeliani.

Alcuni soldati hanno catturato il ragazzo, gli hanno spezzato un braccio, lo hanno afferrato per il collo, facendogli mancare il respiro. I familiari, soprattutto donne, sostenute da alcuni volontari delle associazioni presenti a Gaza, sono intervenute per porre fine alle violenze. I soldati si sono difesi dichiarando di aver arrestato il ragazzo perché avrebbe tirato delle pietre, ma i filmati e le foto li inchiodano alle loro responsabilità.

Vittorio Fera è stato arrestato e domani dovrebbe essere giudicato. Dal momento che il premier israeliano Netanyahu si trova oggi in Italia, sarà forse il caso che il presidente Renzi e il governo, oltre a rimarcare la “sintonia” tra i due governi, voglia protestare per questo arresto e chiedere l’immediata liberazione di Vittorio Fera che ha avuto il solo torto di documentare quello che stava accadendo davanti ai suoi occhi. Per altro l’Italia è ancora in attesa di sapere come e chi abbia colpito ed ucciso, nel 2009, il fotografo Raffaele Ciriello, mentre, a Ramallah, stava fotografando i carri armati dell’esercito israeliano impegnati in un’azione di prevenzione e di repressione.

Chi, come noi, crede nel diritto degli israeliani di vivere in pace (magari accanto ad uno stato di Palestina ancora negato) e prova orrore per qualsiasi forma di antisemitismo, ha il dovere di non chiudere occhi ed orecchie di fronte alle violazioni della legalità e delle libertà, da chiunque commesse, anche da Israele.

Per questo chiediamo a tutte e a tutti di lanciare l’hashtag #VittorioFeraliberosubito.