Si chiama don Stefano Bimbi, il parroco che ha lanciato in Italia le scuole “No gender”. A settembre suonerà la prima campanella a Schio, a Padova e a Staggia Senese, dove il prete esercita la sua missione ma ben presto anche a Brescia, Monza, Verona, Bergamo e Bari ci saranno aule dove i bambini cresceranno rigorosamente senza seguire alcuna teoria gender.

Ufficialmente si chiamano scuole di “Alleanza Parentale” e il loro motto è “Scegli tu come educare i figli”. Dietro questa sigla c’è lui: il parroco 45enne anti gender cui una trentina di famiglie hanno chiesto di organizzare una delle prime esperienze di educazione “in piena sintonia con i propri valori e che abbiamo come punto di riferimento i principi cristiani di unicità della persona, amore verso la realtà e libertà responsabile”.

Nel “manifesto della scuola”, pubblicato nella pagina Facebook di Alleanza Parentale (nel sito è stato tolto nelle ultime ore), gli intenti sono chiari: “Nelle nostre scuole non si insegna la teoria del gender perché sui bambini non si fanno esperimenti, ne si riversano le ideologie del pensiero unico”.

Il parroco dall’altro canto ha spiegato senza peli sulla lingua la sua pedagogia: “I bambini maschi non saranno obbligati a vestirsi da femmine o addirittura a mettere il rossetto in terribili giochi gender. La nostra sarà una scuola dove non confonderemo gli alunni sulla loro identità sessuale”.

Oltre a questo le famiglie che promuovono l’iniziativa sostengono la formula “zaino leggero” e puntano ad avere al massimo dieci alunni per classe con una sola maestra. La prima insegnante c’è già: Samantha, che si occuperà dei bambini della prima elementare di Staggia. Don Bimbi e i genitori che hanno deciso, nel rispetto della legge, di dare avvio a questa esperienza hanno pensato anche al sostentamento economico: ogni famiglia contribuirà al mantenimento della scuola con una quota volontaria mensile che si aggirerà attorno ai 150 euro.

Per ora a Staggia prenderà il via la primaria e le prime due classi della media; a Schio, oltre alle elementari ci sarà una classe delle medie e a Padova solo una seconda elementare. A San Zeno Naviglio (Brescia) la scuola “no gender” troverà spazio all’oratorio “San Giovanni Bosco” dove si stanno organizzando per ospitare una seconda e terza elementare; a Verona, Bari e Bergamo i fans di don Bimbi hanno aperto una sezione di “Alleanza Parentale” in Facebook e stanno muovendosi per trovare gli spazi adatti.

Intanto dalla Curia di Padova è arrivato il no all’iniziativa di “Alleanza Parentale”: la diocesi non ha dato alcuna autorizzazione in merito. Anzi ha rifiutato di concedere i locali dell’ex materna cattolica interna alla parrocchia di Sant’Ignazio, ai promotori della scuola di don Bimbi che hanno, invece, trovato il sostegno della neonata Federazione italiana delle scuole parentali che nel sito ufficiale oltre a citare l’articolo 30 della Costituzione che garantisce l’educazione parentale ricorda anche i versetti del Deuteronomio: “La donna non si vestirà da uomo, né l’uomo si vestirà da donna; poiché chiunque fa tali cose è in abominio all’Eterno, il tuo Dio”.