Il ministro Angelino Alfano, secondo più fonti proprio su richiesta del presidente del Consiglio, ha annunciato che sostituirà il prefetto di Treviso Maria Augusta Marrosu. Sotto accusa la gestione dell’ordine pubblico nella città veneta dove nei giorni scorsi alcuni residenti si sono ribellati all’arrivo di 101 profughi bruciando arredi e materassi a loro destinati. “Dovevamo dare come amministrazione la prova di fare il massimo”, ha detto Alfano. “Al prossimo Consiglio dei ministri lo sostituirò”. A premere per un segnale forte sarebbe stato proprio Matteo Renzi nelle scorse ore in un incontro con il ministro dell’Interno a Palazzo Chigi.

“Ero al corrente di questa intenzione”, ha commentato il sindaco di Treviso Giovanni Manildo. “Il governo manifesta vicinanza al nostro territorio, come dimostrato anche dalla telefonata che avevo ricevuto venerdì 17 luglio dal presidente del Consiglio. Apprezzo la tempestività della decisione. Ora auspico che il nuovo prefetto sappia interpretare il ruolo di necessario coordinamento di tutto il territorio della provincia per la soluzione dei problemi e dei temi legati all’accoglienza”. Sulla stessa linea il sindaco di Casier, il comune più vicino alla ex caserma ‘Serena’, dove sono stati trasferiti i profughi dopo le proteste di Quinto. “Ringrazio il collega di Treviso – ha aggiunto Miriam Giuriati – che in questi giorni si è speso con Renzi e con il governo per portarlo a conoscenza della situazione che stiamo affrontando. L’annuncio del ministro dell’Interno è una notizia che stavamo aspettando”.

Il caso in provincia di Treviso, con le violente proteste dei residenti sabato scorso, spalleggiati da rappresentanti di Forza Nuova, aveva infuocato il clima già caldo in Veneto per le rivolte contro l’accoglienza scattate in altri centri della regione, da Eraclea a Portogruaro, nel veneziano, da Avesa (Verona) a Padova, con la tendopoli dell’ex caserma Prandina. Ma dove la situazione era apparsa sfuggire di mano alle autorità è stato a Quinto. Di fronte al clima incandescente creatosi davanti al residence trevigiano, la prima reazione della Prefettura era stata dura, i profughi – si disse – non potevano “che rimanere dove stanno”. Salvo poi, sotto la pressione dei sindaci trevigiani e del governatore Luca Zaia, decidere due giorni dopo il loro trasferimento vicino a Casier (Treviso), dove si trovano tuttora. Dal prefetto, finora, nessuna reazione dall’annuncio di Alfano. Da ieri Maria Augusta Marrosu risulta ufficialmente in ferie.