Fa caldo, c’è la crisi greca che incombe, alcuni scienziati dicono che a breve il Sole si spegnerà. Passare quindi del tempo a dar seguito a polemiche in rete potrebbe sembrare esercizio sterile. Ma siccome il tam tam sui social si sta facendo sempre più rumoroso, non possiamo esimerci dal raccontarvi la faccenda. Stasera Lady Gaga salirà sul palco prestigioso dell’Umbria Jazz. Già qualcuno avrà inarcato il sopracciglio. Lo farà in compagnia di Tony Bennett, l’ultimo dei crooner, o almeno l’ultimo dei crooner di quando i crooner erano una categoria dominante. La cosa già sorprende meno, o così dovrebbe essere. I due, infatti, si sono già esibiti in mezzo mondo. Conoscete già questa parte della storia.

Prima Miss Germanotta ha partecipato come ospite all’album di duetti del Nostro, con una strepitosa versione di The lady is a tramp, partecipazione che le è valsa non solo i complimenti dell’ottuagenario cantante di origini italiane, ma anche il plauso di pubblico e critica. Al punto che i due hanno deciso di dar vita a un progetto insieme, l’album Cheek to cheek, in cui si sono scambiati reciprocamente i microfoni nell’interpretare standard, dando modo a Lady Gaga di dimostrare, ce ne fosse ancora bisogno, che oltre l’eccentricità c’è un notevole tasso artistico. È quindi partito un tour mondiale, tour che oggi, appunto, toccherà Perugia e l’Umbria Jazz. Ma sembra che, complice la naturale calura estiva, a molti la cosa non sia andata giù. Sui social, infatti, impazza una polemica volta a stigmatizzare la partecipazione di Lady Gaga al prestigioso festival. Come spesso capita, però, a scrivere invettive contro l’autrice di Poker Face o Bad Romance, è gente che con ogni probabilità non prenderà parte in veste di pubblico a nessuno degli eventi in cartellone, ma che se c’è da infiammare la tastiera del proprio smartphone non si tira indietro.

La cosa buffa, perché queste polemiche vanno ovviamente prese per quel che sono, cioè folklore, è che la presenza di Lady Gaga a Umbria Jazz non è certo un unicum, perché già quest’anno, per dire, sono passati di lì i Subsonica, in versione rivista per l’occasione grazie alla collaborazione col Barber Mouse trio, ma pur sempre dei Subsonica stiamo parlando. E anche nelle precedenti edizioni Perugia ha ospitato anomalie, che forse per la minore presenza dei social, non ricordiamo avessero avuto tutto questo clamore. Qualche nome: Alicia Keys, per dire, nel 2008, e, nella stessa edizione, addirittura i R.E.M.. In precedenza aveva calcato quel palco anche uno Sting non ancora assurto a star globalizzata (era il 1987, e in effetti la polemica allora fu piuttosto accesa) e in seguito anche Phil Collins, passato impunemente dai Genesis alle canzonette pop. Oggi, guardando proprio a Sting, nessuno ha nulla da eccepire, la sua carriera ha dimostrato una versatilità che probabilmente era già chiara ai più attenti ai tempi dei Police, ma sulla quale oggi è difficile scatenare una polemica.

La presenza di questa sera di Lady Gaga potrebbe semplicemente essere letta così, un passaggio importante dentro una carriera altrettanto importante. Del resto, a voler essere pignoli, va detto che già nella prima edizione, nel 1973, fece clamore la presenza in cartellone della Solar Arkestra di Sun Ra, figuriamoci se ci si deve meravigliare per quattro insulti rivolti a una popstar internazionale come Lady Gaga.