Rocco Siffredi, che nel corso della sua avventura sull’Isola dei Famosi ha giurato di abbandonare il porno per il bene della sua famiglia, forse avrà anche deciso di non “recitare” più, ma di sicuro non di lasciare per sempre l’ambiente che lo ha trasformato in fenomeno mondiale del settore. Il pornodivo abruzzese ha deciso dunque di passare da attore a mentore delle nuove generazioni, lanciando la Siffredi Hard Academy, una vera e proprio università della pornografia per attori, sceneggiatori e registi. Rocco ha inaugurato l’iniziativa con tanto di video ufficiale (sottotitolato in inglese) nel quale spiega gli obiettivi della neonata Academy.

Ma nell’epoca del porno gratis su internet, di YouPorn e Cam4, ha ancora senso la produzione di film pornografici destinati alla vendita? Forse no, perché solo chi vive sulla Luna, e dunque senza Adsl o WiFi, può essere interessato all’acquisto di un DVD porno o dei vecchi e gloriosi “giornaletti”. Il web trabocca di porno di ogni genere, per tutti i gusti, e senza chiedere nemmeno un centesimo in cambio, almeno se ci si accontenta dei servizi “basic”, di clip di 10 o 20 minuti “usa e getta”, da guardare giusto il tempo necessario. Eppure, fino a pochi anni fa, l’industria pornografica era più che florida, con quella italiana in testa. Erano gli anni Novanta, gli anno d’oro del porno. E in quegli anni, tra i grandi protagonisti del settore, c’era anche Francesco Malcom. Oggi ha più di quarant’anni e ha deciso di fare altro, di scrivere, recitare, promuovere la pornografia in altri modi: “Ogni tanto partecipo a qualche scena, ma solo se mi diverte”.

Malcom ha vissuto la golden age, quando si producevano tantissimi film e le superstar erano poche: “In America facevano prodotti ‘gonzo‘, da noi si continuava il filone dei film con la trama, con budget ricchi e cast internazionali. Con l’avvento di internet, però, il ‘gonzo’ statunitense e i film europei avevano lo stesso valore e a perderci è stata soprattutto l’industria pornografica europea”. È andata proprio così, visto che dagli Usa arrivavano clip slegate l’una dall’altra e quindi perfetta all’utilizzo su Internet. Dalle nostre parti, invece, c’era ancora “troppa trama” e poi c’erano di mezzo le pay tv: “Non eravamo pronti e non siamo stati lungimiranti”, confessa adesso Francesco Malcom.

E da campioni di porno che eravamo, noi europei ci siamo piegati allo strapotere a stelle e strisce: “Ormai è tutto in mano a una major americano che compra tutti i siti e per distribuire i tuoi prodotti devi leccare il culo”. Rocco Siffredi, però, è l’unico che può permettersi di non farlo: “Non gliene frega un cazzo: lui è Rocco Siffredi, l’unico divo riconosciuto in tutto il mondo. Ormai i soldi non li fa più col porno ma con la televisione, l’Isola dei Famosi, gli spot, le serate in discoteca. Continua a fare porno solo per brandizzare il suo marchio, al di là se guadagna o meno”. E poi, spiega Malcom, lui “è a Budapest e può accedere al mercato delle fighe dell’Est Europa. Lui ormai è un ex attore che vuole continuare a stare nel porno e allora che fa? Chiama gente che vuole entrare nell’ambiente e spiega come va fatto. Ripeto: non credo sia una questione di soldi ma di brandizzazione”.

Internet ha ucciso il porno? Nì, perché il consumo di materiale pornografico in rete è enorme. Forse ha ferito gravemente l’industria pornografica, ma quella è un’altra storia. “Ormai con il porno si guadagna solo se hai un sito che va forte e fa milioni di visualizzazioni. Ormai passa tutto per YouPorn e gli altri siti simili, tutti controllati da una sorta di megadirettore Lup. Man”. C’è tanto “amarcord” nelle parole di un protagonista assoluto del porno anni Novanta. Perché ha smesso, Francesco Malcom? “Perché prima c’erano i budget, la qualità, uno stile di vita diverso. Oggi le produzioni sanno di “vorrei ma non posso”. Qualcuno addirittura ingaggia gli attori da dopo pranzo a prima di cena, per risparmiare sui pasti”.

E non solo una questione di qualità, in realtà, visto che Malcom ne ha anche per la nuova generazione di attori: “Ai miei tempi venivi scelto in base al cazzo: se tirava lavoravi, se non tirava no. Potevi essere anche bruttino, non fisicato, non contava niente. Oggi, invece, scelgono il ragazzetto bello, curato, con il bel fisico, che poi magari non è pronto mentalmente a fare il porno. E allora è costretto a usare il Viagra. Per carità, a volte l’ho usato anche io quando dovevo girare con un’attrice che non mi piaceva o quando ero stanco, ma se lo usi a vent’anni, evidentemente c’è qualcosa che non va”.