La riservatezza è la parola d’ordine. Pochi addetti ai lavori hanno potuto leggere “Quello che non uccide”, seguito della trilogia “Millenium”, e – se mai qualcosa venisse divulgato prima – i rischi sarebbero alti: ci potrebbero essere penali da pagare, magari addirittura cause in tribunale. Sono i paletti imposti dalla Norstedts, casa editrice svedese che ha pubblicato la trilogia “Millennium” di Stieg Larsson e che il 27 agosto pubblicherà, in contemporanea con altre 31 case editrici nel mondo, il quarto volume scritto da un nuovo autore, David Lagergrantz. Un azzardo per gli amanti di Larsson, uno sbaglio enorme secondo Eva Gabrielsson, per trent’anni compagna dell’inventore di Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander.

“Sicuramente è una scommessa, ma l’operazione è garantita – afferma Luca De Michelis, amministratore delegato della Marsilio che manderà nelle librerie la traduzione italiana -. La scelta è stata facile perché gli svedesi hanno proposto questa operazione agli editori che in passato hanno pubblicato i romanzi di Stieg Larsson”. Andando all’origine del quarto volume, tutto nasce da Magdalena Hedlund, agente del giornalista svedese deceduto nel 2004 che ha proposto alla famiglia dell’autore l’idea di pubblicare un quarto volume. Arrivato l’ok dal padre e dal fratello di Larsson (contraria la compagna, che però per le leggi svedesi non ha alcun diritto) è cominciata la ricerca dell’autore, terminata con Lagergrantz, e poi si è passati alla casa editrice Norstedts. “A noi la proposta di pubblicare il quarto volume è arrivata nel dicembre 2013 – ricorda Francesca Varotto, la responsabile della narrativa straniera della Marsilio che nel 2007 ha portato in Italia il fenomeno Larsson -. Non abbiamo avuto un manoscritto, ma solo una bozza della trama, le descrizioni dei personaggi vecchi come Blomkvist e Salander e una breve descrizione dei personaggi nuovi”. Marsilio ha preso il progetto a scatola chiusa a un costo quasi triplicato rispetto al prezzo (33mila euro) pagato per acquisire i diritti della trilogia: “Qui la cifra era più alta, ma congrua”, si limita a dire De Michelis, mentre Varotto sostiene che i diritti di altri autori stranieri siano addirittura più alti.

Dall’autunno 2014 gli editori hanno ricevuto alcune parti del nuovo testo. “A febbraio è arrivata la versione definitiva e completa per la traduzione”. In Italia l’hanno letto poche persone: due traduttori, Varotto e un altro redattore, più i vertici della Marsilio. “Il romanzo prende molto. L’effetto è forte”, assicura l’ad De Michelis, mentre la responsabile per la narrativa straniera afferma: “Sono molto sincera. L’operazione è aperta a critiche, ma il libro non deluderà: ha ripreso lo stile, i personaggi e l’ambientazione di Larsson, è entrato nelle sue corde, ha aggiunto delle novità e ne è uscito molto bene”. Lagergrantz, che il 10 settembre sarà al Festival della letteratura di Mantova, ha lavorato a fondo su questo progetto: “Sebbene non sia Stieg Larsson, l’autore è un ottimo giornalista ed è l’autore di un best seller, la biografia di Zlatan Ibrahimovic. Ha un’altra penna, ma ha cercato di mantenere i personaggi, i luoghi e le atmosfere in maniera fedele”, sostiene l’ad, uno dei pochi che ha potuto leggere “Quello che non uccide”. Lagergrantz ha per caso tratto spunto dalle duecento pagine che sarebbero state scritte da Larsson prima di morire d’infarto nel 2004? “Non si sa neanche se esistano – dice Varotto -. È stato detto che c’erano, sono state richieste, ma di fatto nessuno le ha mai viste”.

Non si può sapere molto di più. “C’è un accordo di confidenzialità con le consuete penali che riguarda tutti gli editori del mondo e tutti quelli che lavorano sul libro: traduttori, correttori, editor”, spiega De Michelis. Così sono state assunte molte cautele: “Tutto è stato trasmesso su carta tramite corriere espresso, niente in formato digitale – aggiunge Varotto -. Ognuno poi è responsabile di quanto avviene nel proprio paese”. Una strategia per evitare rivelazioni e pirateria, ma anche un’ottima maniera per creare mistero intorno al nuovo romanzo.