Limitazioni alle diete dei pazienti, possibilità dell’intervento dell’esercito alla voce approvvigionamento di farmaci, turismo che parrebbe non risentire di banche chiuse e incertezza diffusa. Questo lo scenario diversificato che accompagna i greci alle urne, per il referendum contro le misure di austerità volute dei creditori internazionali.

La prima criticità giunge dal noto ospedale Ippokratus di Atene, 600 posti letto nel popolare quartiere Abelokipi. In una lettera del direttore sanitario della struttura nata nel 1922 si legge che “a causa della mancanza di liquidità e di conseguenza dell’approvvigionamento alimentare, le diete di pazienti e personale saranno limitate”. Un problema che si affianca a quello relativo all’indisponibilità di alcuni farmaci: il settore, già in forte affanno perché alcune case farmaceutiche avevano preferito vendere all’estero e non in Grecia determinati prodotti, in quanto più redditizio, è azzoppato da quattro anni di crisi. Con i farmacisti in arretrato nei confronti dello Stato e costretti ad anticipare di tasca propria i farmaci e con la conseguenza che nel solo 2014 numerosissime sono state le farmacie che hanno preferito abbassare, definitivamente, la saracinesca. Proprio uno dei più significativi e struggenti suicidi da crisi, è stato un farmacista che nel 2012 si è tolto la vota sparandosi un colpo di fucile nei giardini di piazza Syntagma, dinanzi al Parlamento: era esasperato dai crediti milionari che vantava con lo Stato e non riusciva più ad andare avanti.

Sul punto si registra l’annuncio della deputata di destra dell’Anel, Stavroula Xoulidou, il partito in maggioranza con Tsipras: ha garantito che l’esercito sarà in grado di produrre e fornire alla domanda interna il necessario. “L’industria farmaceutica militare è pronta a sostenere il mercato greco con quarantacinque farmaci essenziali per il prossimi dieci mesi se necessario”. Due giorni prima il leader del suo partito, il ministro della Difesa Panos Kammenos, aveva per l’appunto detto che la difesa ellenica garantirà unità e sopravvivenza della Grecia.

Di contro e nonostante voci relative a viaggi annullati che stanno rimbalzando sulla stampa greca, dalla compagnia Balkan Express arriva un messaggio in controtendenza: stanno raddoppiando i voli per le isole elleniche. I turisti spaventati dal terrorismo in Tunisia scelgono quindi l’Egeo. Secondo il direttore istituzionale Igor Asciutto “vi era un certo timore che i fatti della crisi economica potessero scoraggiare alcuni vacanzieri, – dice a ilfattoquotidiano.it – ma al momento non registriamo cancellazioni. Stiamo monitorando il settore quotidianamente e devo dire che abbiamo deciso di raddoppiare i voli per Corfù, Zante e Rodi anche per la scelta di chi, choccato dagli attacchi terroristici in Tunisia ed Egitto, sta scegliendo la Grecia come meta delle proprie vacanze”. Proprio il turismo lo scorso anno è stato l’unico volto sorridente della Grecia, con il record di sempre delle presenze: venti milioni di visitatori e con le previsioni che per quest’anno parlavano addirittura di venticinque milioni.

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