Il count down è iniziato: mercoledì 24 giugno – a 105 anni esatti dalla fondazione dell’Anonina Lombarda Fabbrica di Automobili – FCA svelerà la sua nuova berlina, quella che tutti chiamano Giulia. E che a luglio si potrà finalmente osservare dal vivo all’Expo di Milano. Il gruppo italo-americano è riuscito a tenere sorprendentemente riservate le informazioni riguardo a quella che è senza dubbio l’auto più attesa dell’anno: a due giorni dalla presentazione ufficiale il modello è ancora avvolto nel mistero. Non tanto a livello di meccanica – si sa che la Giulia è costruita su una nuova piattaforma a trazione posteriore/integrale e che sarà spinta solo da motori sovralimentati, a quattro e sei cilindri, fra cui un V6 biturbo da 510 CV – quanto per il design: bocche cucite e nessuna “foto spia” a svelare l’aspetto definitivo. Quello che i paparazzi delle auto sono riusciti a immortalare, sinora, sono i muletti con carrozzeria Maserati (nella foto, da World Car Fans) che della Giulia svelano poco o nulla. E questo nonostante, secondo Il Sole 24 ore, l’assemblaggio della prima pre-serie sia terminato a maggio.

Per conoscere il volto della nuova Alfa l’unica è pazientare fino a mercoledì sera, quando alle 16 inizierà l’evento “An Italian Creation” in occasione della riapertura del Museo Alfa Romeo di Arese, la cittadina a nord di Milano dove il marchio ebbe la sua sede fino all’acquisto da parte della Fiat, nel 1986. Un luogo che suggerisce il ritorno alle origini garantito da Sergio Marchionne durante la presentazione dell’ultimo piano industriale: produzione 100% italiana e otto modelli nuovi in grado di competere con gli omologhi tedeschi. Obiettivo: vendere 400.000 vetture l’anno entro il 2018, di cui 150.000 negli Stati Uniti.

Gli analisti per ora sono tiepidi: Automotive News Europe cita IHS Global Insight, che per il 2018 prevede 216.000 unità vendute, metà di quanto annunciato. E c’è da capire lo scetticismo, visto che nel 2014 le Alfa immatricolate sono state meno di 70.000. Ma al marchio mancavano i prodotti – solo MiTo e Giulietta a listino, più la 4C in serie limitata – e forse la fiducia del management, che negli ultimi anni ha oscillato più volte fra piani di rilancio e modelli abortiti (come la Giulietta Wagon) oppure rimandati. L’arrivo della stessa Giulia è stato posticipato più volte, anche perché, pare, il design non era del tutto convincente. Ora l’erede della 159 è finalmente pronta a presidiare un segmento che il marchio ha abbandonato nel 2011. L’attesa è tanta, Oltreoceano ma anche e soprattutto in Italia, perché l’Alfa dovrebbe portare lavoro:  la Giulia e la Suv media attesa nel 2017 saranno prodotte a Cassino, in provincia di Frosinone, dove sono stati investiti 800 milioni di euro. Le linee di montaggio dovrebbero mettersi in moto entro la fine dell’anno.