Il prossimo 24 giugno, a Milano, l’Alfa Romeo toglierà i veli al “progetto 952”, la famosa Giulia che “non si chiamerà Giulia” – Marchionne dixit – e che segnerà il ritorno del Biscione alla trazione posteriore su un modello di grande serie, praticamente 20 anni dopo l’uscita dal listino della 75, per molti l’ultima vera Alfa. Probabilmente, almeno per gli appassionati di auto, si tratta dell’evento più atteso dell’anno, quello da cui dipende la parte più ambiziosa del rilancio di FCA. Passare da meno di 80.000 unità all’anno a 400.000 nel 2018, quintuplicando la produzione, è un obiettivo di grosso calibro, impossibile da ottenere senza avere nuove vetture da vendere, non solo in Italia ma soprattutto all’estero. Nel progetto del gruppo italo-americano, infatti, all’Alfa è assegnato il ruolo di marchio premium sportivo globale, come è BMW, come del resto era una volta, tanti anni fa.

Per cui basta alle derivazioni da modelli Fiat e via alla nascita di una piattaforma dedicata – su cui saranno costruiti anche altri modelli – con il motore longitudinale e la trazione posteriore o integrale, così da avere auto che abbiano prestazioni in linea con i buoni propositi. Anche i propulsori saranno adeguati allo scopo e praticamente inediti. Ci sarà un 2.0 turbo benzina con potenze da 180 a 330 CV, cioè il nuovo “Global Medium Engine” che verrà poi usato su tantissimi modelli FCA, ma anche un inedito 2.9 V6 biturbo ad alte prestazioni (si parla di quadi 500 CV) sviluppato con Ferrari. Ovviamente ci saranno anche i diesel, un inedito 2.2 litri che spazierà da 135 a 210 CV. Le concorrenti nel mirino, manco a dirlo, sono le solite tedesche – Audi A4, BMW Serie 3, Mercedes Classe C – a cui si aggiunge una outsider come la Jaguar XE. Insomma, la missione è chiara: per continuare a produrre in Italia, servono auto che si possano vendere bene all’estero, con margini di guadagno da auto di lusso. In FCA sono convinti della propria forza, al punto che Reid Bigland, boss di Alfa Romeo North America, ha detto che la “Giulia” sarà più performante della BMW Serie 3 corrispondente.

È una delle poche dichiarazioni rilasciate da dipendenti del Gruppo, che sta mantenendo la segretezza più totale. Ciononostante, le indiscrezioni aumentano di giorno in giorno. Secondo Il Sole 24 Ore, il primo dei 20 esemplari di pre-serie, da usare per la presentazione ufficiale e poi esporre all’Expo sarebbe stato completato, praticamente a mano, in uno dei capannoni segreti di Modena. Per Quattroruote, invece, la nuova Alfa Romeo non arriverà su strada prima della primavera 2016, visto che la produzione inizierà alla fine dell’anno. Navigando, infine, nel mare magnum dei forum e delle pagine Facebook si leggono commenti entusiasti di chi ha partecipato ai “clinic test” e si trovano diversi “rendering” verosimili, come quello di Alessandro Masera che abbiamo pubblicato in alto. Addirittura qualche “insider” che l’ha già vista assicura, protetto dall’anonimato della rete, che sia bellissima ma afferma che ha una linea molto classica e per niente audace. Ora non rimane che attendere. Cerchiate di rosso la data sul calendario, il 24 giugno è dietro l’angolo.