Trecento milioni di euro ritirati in un solo giorno. E’ il bilancio del martedì nero della Grecia, quello in cui il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha ipotizzato l’introduzione di una tassa sui prelievi ai bancomat per contrastare l’evasione e recuperare risorse, visto che le casse dello Stato sono vuote in attesa di un accordo con i creditori. Nonostante l’ottimismo ostentato dal premier Tsipras, l’assalto agli sportelli è ricominciato come nei giorni precedenti la vittoria elettorale di Syriza, lo scorso gennaio. La gente comune teme che l’esecutivo voglia imporre controlli sui movimenti dei capitali, come accaduto a Cipro nella primavera 2013, e si muove di conseguenza, anticipando i prelievi. A rendere più pesante il clima, le dichiarazioni di vari esponenti del governo sull’impossibilità per il Paese di ripagare le prossime rate di rimborso del debito. Parole che, seppur subito ritrattate, hanno fatto temere il default, l’uscita dall’euro e il ritorno alla vecchia dracma, che si svaluterebbe subito fortemente.

Soltanto nella giornata di martedì i prelievi sono stati pari al triplo di quanto uscito dai forzieri delle banche nei giorni precedenti. Un’emorragia che si spera si fermi dopo i messaggi positivi diffusi dal governo. Che però valgono poco di fronte alla situazione economica della maggior parte dei greci, che continua ad aggravarsi. Da uno studio condotto dall’Istituto del lavoro della Confederazione generale del lavoro greco (Gsee, il maggiore sindacato ellenico) e dall’Associazione Consumatori (Eeke), è emerso che a causa della riduzione dei redditi provocata dalla crisi la metà delle persone con un lavoro dipendente deve attingere ai risparmi per sopravvivere. Il 47% degli intervistati ha ammesso che negli ultimi mesi ha dovuto ricorrere a quanto messo da parte per far fronte alle proprie necessità, mentre il 16% è stato costretto a chiedere prestiti. In più la chiusura di 5.341 imprese nei primi tre mesi dell’anno contribuirà a far salire il tasso di disoccupazione, che a febbraio scorso era sceso al 25,4% rispetto al 25,6% del mese prima. Quello dei giovani tra i 15 e i 29 anni è stimato al 48,49%.

Arrivare alla fine del mese è sempre più difficile, complice l’aumento del costo della vita: in base ai dati diffusi dall’Eurostat le famiglie greche, a fronte di un calo del prezzo del gas del 10,1%, hanno dovuto fare i conti con un aumento della bolletta dell’elettricità pari al 5,2%. In termini di aspettative per il trimestre in corso, i partecipanti al sondaggio hanno risposto che le cose non potranno andare molto peggio: tre su quattro (il 75%) hanno affermato che a loro parere i redditi resteranno stabili ma per il 16% gli stipendi diminuiranno ancora. Un esiguo 9% di ottimisti si è invece detto convinto che il proprio reddito aumenterà.