L’inchiesta sulla Fifa si è trasformata in un botta e risposta tra Usa e Russia che rischia di tradursi in una crisi diplomatica tra i due Paesi. Estorsione e corruzione sono i reati dietro l’inchiesta partita dagli Stati Uniti. Gli arresti dei funzionari sarebbero invece, secondo la Russia, un tentativo illecito degli States di imporre la loro giustizia. Il ministro degli esteri russo ha detto che “questo è un altro caso di applicazione extraterritoriale delle leggi statunitensi” ancora una volta “esortiamo Washington a smettere di cercare di ergersi a giudice all’esterno dei suoi confini e di seguire le procedure legali internazionali generalmente accettate”.

C’è tensione tra il Paese di Obama e quello che ospiterà i prossimi campionati del mondo di calcio insomma. E dalla parte degli Stati Uniti a parlare dell’indagine è chi l’ha gestita, ovvero il procuratore generale degli Stati UnitiLoretta Lynch ha dichiarato che Blatter non è al momento sotto accusa” e che “grazie alle autorità svizzere, ci sarà estradizione per gli indagati”. Lynch ha anche sottolineato che la volontà è quella di rendere libero un calcio che invece è stato per diverso tempo “corrotto“. La priorità è quella di “far terminare questa pratica illegale”. Secondo il procuratore “le accuse di tangenti e corruzione nel mondo del calcio” delineano “un sistema generalizzato che interessa gli ultimi 20 anni e su cui abbiamo lavorato per almeno quattro anni”. E circa l’arresto di sette funzionari della Fifa il procuratore ha detto che “due persone si sono già dichiarate colpevoli”.

Lynch: “Tutto è iniziato nel 1991 e si estende ad almeno due generazioni di funzionari”
Il procuratore quindi, ha parlato di una corruzione che “si estende almeno a due generazioni di funzionari che hanno abusato della loro posizione per l’acquisizione di milioni di dollari in tangenti e bustarelle. E’ ampio il numero di persone danneggiate, dai campionati giovanili dei paesi in via di sviluppo, che avrebbero dovuto beneficiare dei ricavi generati dai diritti commerciali che queste organizzazioni percepiscono, ai tifosi di tutto il mondo”. Secondo Lynch tutto è iniziato nel 1991, sono anche coinvolti i direttori e i presidenti di confederazioni come la Concacaf e la Conmebol”. Ad esempio  “il presidente della Concacaf ha incassato circa 10 milioni di dollari illegalmente, in molti casi attraverso incontri qui negli Usa”.

Il procuratore ha posto anche l’accento sulla portata della maxi inchiesta, sottolineando che ci sono “persone che hanno ricevuto milioni di dollari per organizzare tornei in tutto il Mondo. E la frode fiscale è solo una delle accuse mosse agli individui coinvolti”, ha proseguito il procuratore Lynch. Ad esempio è emerso una corruzione per la “vendita di diritti per i tornei ad alcune aziende di marketing, le stesse che che poi le rivendevano ad alcune emittenti tv”. Il procuratore Lynch ha spiegato che le persone coinvolte “hanno utilizzato le loro posizioni di potere nelle organizzazioni per ottenere vantaggi dalla vendita di questi tornei e lo hanno fatto in maniera persistente”. “Anche prima dei Mondiali in Africa, dirigenti della Fifa hanno preso tangenti per accordi di sponsorizzazione”, ha detto il procuratore.

“Intorno alla Coppa America 2016 giro d’affari da 10 milioni”
Lynch ha parlato anche di altre manifestazioni sportive: “Negli Stati Uniti è prevista l’edizione per il centenario della Coppa America nel 2016, le nostre indagini hanno rilevato che la sponsorizzazione e la diffusione di questo evento è stata utilizzata da alcuni di questi individui per un giro d’affari che si aggira attorno ai 10 milioni di dollari”.

“Tangenti anche in Sudafrica 2010”
E poi, sulla Coppa del mondo 2010: “Nel 2004, prima della Coppa in Africa, i dirigenti Fifa hanno preso tangenti per influenzare la decisione di ospitare in Africa la coppa. Gli individui decidevano come e dove si sarebbero svolte le partite. Molte di queste persone hanno programmato e organizzato negli States questi illeciti anche in virtù della crescita del calcio nel Paese.”

Sui mondiali del 2010 conferma anche Richard Weber,  capo indagini fiscale Usa, dicendo che “le accuse principali sono quelle emerse nei confronti della Concacaf e dell’Associazione sudamericana, ma c’è anche un giro di tangenti che ha riguardato la Coppa del mondo del 2010“, in particolare la “selezione del Sudafrica che ha poi ha ospitato la Coppa”. Sempre Weber ha aggiunto che tra le persone coinvolte nella maxi indagine per corruzione all’interno della Fifa, c’è anche l’ex vice presidente Jack Warner che, secondo i responsabili dell’indagine condotta in Usa, avrebbe “utilizzato il suo ruolo per ottenere tangenti e contratti per realizzare tornei”. Warner è stato anche presidente della Concacaf, la Confederazione calcio del Nord, Centroamerica e Caraibi, ed è stato ministro della Sicurezza nazionale di Trinidad e Tobago dal 2010 al 2013.

Direttore Fbi: “Siamo solo all’inizio del nostro lavoro”
James Comey ha fotografato il giro di corruzione dicendo che “ci siamo concentrati sul sistema tangenti di Sudafrica 2010. Sono state pagate diverse tangenti, nel 2011 tangenti sono state pagate anche per le elezioni presidenziali della Fifa. Questo è solo l’inizio del nostro lavoro, vogliamo continuare a operare per estirpare il male della corruzione nel calcio”. 

Il direttore ha spiegato come funzionava il sistema: “Alcune accuse riguardano il marketing sportivo, gli organizzatori di tornei vendono i diritti a compagnie di marketing che a loro volta li girano a emittenti tv. In questo caso i dirigenti volevano tangenti per scegliere le compagnie di marketing che avrebbero lavorato con loro, dare loro i contratti, si parla di decine se non centinaia di milioni di dollari di profitti da questi tornei. Le tangenti spesso venivano gestite da intermediari e utilizzavano banche statunitensi per portare avanti i loro affari”.

L’ex n.1 Uefa: “Mondiali 2018 in Inghilterra”
L’ex presidente della Uefa, Lennart Johansson, è convinto che la Fifa potrebbe rivedere la sua decisione di assegnare i Mondiali del 2018 alla Russia e quelli del 2022 al Qatar. Secondo l’esperto svedese, battuto da Blatter nelle elezioni a presidente Fifa nel 1998, l’edizione 2018 potrebbe svolgersi in Inghilterra e una nuova votazione potrebbe riassegnare il torneo del 2022. “Mi aspetto che riesamineranno le decisioni. Blatter stesso ha detto che la decisione di andare a Est non era corretta. Sono sicuro che prenderà l’iniziativa per cambiare decisione”, ha detto l’85enne Johansson al giornale svedese Sportbladet.