Ci sarebbero almeno tre partite della Salernitana di Claudio Lotito tra quelle combinate durante la stagione ancora in corso in LegaPro. Sul punto stanno indagando gli investigatori della squadra mobile di Catanzaro e dello Sco di Roma che martedì hanno chiuso la prima parte dell’operazione Dirty Soccer con 50 arresti tra presidenti e dirigenti di LegaPro e Serie D e altri personaggi legati alle ‘ndrine calabresi. Assieme alla società campana, recentemente promossa in Serie B, sarebbero coinvolte anche Ascoli e Benevento, entrambe partecipanti ai playoff e sconfitte, per un totale di cinque match che sarebbero stati combinati.

Delle partite in questione gli indagati e gli arrestati avrebbero parlato in diverse telefonate nel corso delle quali affermavano di aver avuto notizie da terzi sulla possibilità di scommettere su quelle tre squadre perché le partite erano combinate. Tra questi vi sarebbero giocatori e dirigenti sportivi per un totale di circa una decina di persone coinvolte. Nel corso delle perquisizioni, che hanno riguardato soprattutto tablet e smartphone, sarebbero stati ritrovati anche pizzini con quote, modalità di giocate e squadre coinvolte. Su uno dei messaggi scoperti – scrive l’Ansa – ci sarebbe scritto “Se ci beccano ci arrestano”. L’utilizzo dei pizzini doveva evitare che si concentrassero volumi di giocate su singole partite per non destare sospetti e scongiurare un abbassamento delle quote.

Per parte sua, Lotito nega ogni illecito o responsabilità. “Non ho niente da dire -ha commentato all’Ansa – parlo con i fatti, vado avanti come un treno sulla strada del lavoro e dei risultati, è evidente che sto cogliendo nel segno. Tutto queste bugie non mi interessano, rispondo alla mia coscienza. Qui – ha aggiunto Lotito – si diffondono cose senza un reato contestato, chiaro che se ne occuperà il mio avvocato ma quanto danno è già stato fatto? Comunque – ribadisce – io dichiarazioni ufficiali non ne faccio, anzi lasciatemi andare, tra l’altro siete insensibili a tempestarmi di telefonate a poche ore dalla finale di coppa Italia”.

In mattinata, sull’indagine era intervenuto il premier Matteo Renzi con parole dure: “Basta con il fatto che personaggi di discutibile approccio governino il calcio a tutti i livelli. Faccio un appello alla Federazione, alla Lega, al Coni: restituiamo il calcio alle famiglie”, ha affermato a Rtl aggiungendo di sentirsi “disgustato”. A preoccupare il presidente del consiglio è anche il fatto che il calcio è una “la proiezione internazionale dell’Italia e negli ultimi anni c’è sempre uno scandalo che ci lascia senza parole”. E ha poi aggiunto: “E’ arrivato il momento di cambiare totalmente passo, mi piacerebbe farlo con tutte le forze politiche”, ipotizzando un “patto per il calcio”. Nel pomeriggio – a margine della presentazione dell’accordo per i diritti tv con Sky da 21,5 milioni di euro all’anno per il prossimo triennio – il presidente della Lega Serie B, Andrea Abodi, si è detto d’accordo “in grandissima parte con le dichiarazioni di Renzi” ma “faremmo un errore a esprimere giudizi generalizzati” perché “il calcio non è tutto uguale, non spetta a nessuno di noi esprimere giudizi su se stessi, ma mi piacerebbe che comunque ci fosse capacità di valutare i comportamenti e i linguaggi dei singoli”.

E dalle parole è passato ai fatti annunciando che dal 1° luglio Simone Farina farà parte dell’organico della Serie B a tempo pieno. Un atto dall’alto valore simbolico, poiché Farina, ex calciatore del Gubbio, diede un importante contributo all’inchiesta Last Bet della Procura di Cremona denunciando il tentativo di corruzione di Alessandro Zamperini nei suoi confronti. Il difensore avrebbe dovuto far perdere gli umbri con molti gol di scarto nel match di Coppa Italia contro il Cesena in cambio di 200mila euro. Dopo la denuncia, Farina si è ritirato a soli 29 anni dal calcio giocato e ha lavorato solo all’estero, collaborando in questi anni con il settore giovanile dell’Aston Villa. “So solo di aver fatto la cosa giusta per me e per la mia famiglia”, disse a ilfattoquotidiano.it. Ora torna in Italia, mentre un altro scandalo scommesse sconvolge il mondo del calcio.