“Le discriminazioni, le violenze morali e fisiche non sono solo una grave ferita ai singoli ma offendono la libertà di tutti, insidiano la coesione sociale, limitano la crescita civile. Dobbiamo promuovere il rispetto delle differenze laddove invece la diversità scatena reazioni intolleranti”. Sergio Mattarella, nel suo messaggio per la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, attacca ogni forma di discriminazione e ricorda che il compito della società è quello di abbattere l’intolleranza.

“Il principio di uguaglianza – ha detto il Capo dello Stato – sancito dalla nostra Costituzione e affermato nella Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea, non è soltanto un asse portante del nostro ordinamento e della nostra civiltà. Esso costituisce un impegno incessante per le istituzioni e per ciascuno di noi”. Il Capo dello Stato ha inoltre ricordato che “contro l’inciviltà delle discriminazioni e delle violenze molta strada è stata fatta, eppure il cammino è ancora lungo. E’ compito della società nel suo insieme abbattere i pregiudizi dell’intolleranza. E costruire al loro posto una cultura che assuma l’inclusione come obiettivo sociale”. Ha ricordato anche quanto sia importante parlarne con i giovani, “perché purtroppo continuano a registrarsi atti di bullismo contro ragazze e ragazzi, che talvolta spingono alla disperazione“. Gesti che sono “espressioni di disumanità insopportabili che vanno contrastate con un’azione educativa ispirata alla bellezza di una società aperta, solidale e ricca di valori”.

Anche l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri Federica Mogherini è intervenuta, precisando che “l’Unione europea si unisce alle persone Lgbt di tutto il mondo nella lotta per porre fine alla discriminazione per motivi di orientamento sessuale e identità di genere. Tutti gli esseri umani – ha aggiunto – sono uguali quanto a dignità e tutti devono poter godere dei loro diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”.

Le iniziative nelle città italiane – Nel corso della giornata, istituita nel 2007 con una risoluzione del Parlamento europeo, l’Arcigay ha organizzato iniziative e campagne di sensibilizzazione in molte città. Oggi tocca a Trieste, Galatina, Gallipoli, Arezzo, Perugia, Catania, Napoli, Grosseto, Vicenza, Taranto, Mantova, Reggio Calabria, Livorno. Il prossimo weekend, 23-24 maggio, è la volta di Messina e L’Aquila. Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) eliminò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, ma ci vollero ancora quattro anni perché la decisione divenisse operativa, con la successiva edizione del Dsm (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), il quarto, stilato nel 1994.