La procura di Massa Carrara ha avviato un’indagine su una serie di cave per valutare se siano state violate le norme sullo smaltimento del materiale di riserva, che si ricava dall’estrazione dei blocchi di marmo. L’obiettivo è anche appurare se ci sia stato un inquinamento delle acque e se possa essere stato messo in pericolo l’equilibrio idrogeologico dell’area.

I primi accertamenti, svolti dal corpo forestale, si sono concentrati nel bacino di Miseglia, nel comune di Carrara, e si sono basati su alcune segnalazioni arrivate in procura. Il corpo forestale ha sequestrato documentazione nelle ditte che gestiscono le cave e durante l’attività – alla quale hanno partecipato oltre 40 unità dei Comandi provinciali di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Siena e Arezzo – sono state effettuate diverse ispezioni in alcuni siti estrattivi. Gli accertamenti hanno riguardato la gestione dei depositi di detriti derivanti dall’estrazione dei blocchi, i “ravaneti”, al fine di valutarne le possibili conseguenze sia sull’assetto idraulico dei corsi d’acqua, sia sull’assetto geomorfologico e idrogeologico del territorio. Le attività di controllo hanno riguardato anche gli aspetti inerenti la normativa dei rifiuti, sia dal punto di vista della gestione delle terre e rocce prodotte durante le varie fasi di coltivazione, sia dello smaltimento della “marmettola”, prodotto residuo delle operazioni di taglio, possibile causa di problemi biologici per gli habitat dei corsi d’acqua e degli acquiferi sotterranei.

L’indagine si colloca nell’ambito del contrasto agli illeciti ambientali, con obiettivo la tutela del territorio e delle sue risorse naturali. La procura non esclude infatti un eventuale collegamento futuro con i disastri provocati dall’alluvione del novembre 2014 a Carrara. Il vicequestore aggiunto Carlo Chiavacci, comandante provinciale di Massa Carrara del Corpo Forestale dello Stato, ha dichiarato: “L’attività a oggi interessa quattro cave che fanno parte di un sottobacino in località Miseglia, ma è probabile che l’indagine si possa allargare”.