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Rinviato di un anno lo stop al diesel euro 5 nelle grandi città del Nord: il decreto del governo

In Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna i veicoli immatricolati prima dello standard euro 6 potranno circolare ancora per un anno. La proroga, già estesa più volte dal 2023, è stata fatta per "evitare ripercussioni sistema produttivo e logistico". Il provvedimento nasceva dal fatto che la Pianura Padana resta una delle aree più inquinate d'Europa
Rinviato di un anno lo stop al diesel euro 5 nelle grandi città del Nord: il decreto del governo
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Slitta lo stop della circolazione per i veicoli diesel euro 5, che potranno muoversi ancora per un anno nel Bacino Padano. Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che rimanda di un anno il blocco alla circolazione, posticipando la data che era prevista per il 1° ottobre 2026. Non è il primo rinvio per la misura “green”, dato che il blocco ai veicoli diesel Euro 5 nei comuni maggiori di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna era stato deciso con un decreto legge il 7 settembre del 2023. Il blocco sarebbe dovuto scattare il primo ottobre del 2025, nei comuni sopra i 30mila abitanti. Nel luglio dell’anno scorso, con un emendamento al decreto legge Infrastrutture sostenuto dal ministro Matteo Salvini, era stato deciso di restringere il blocco solo ai Comuni sopra i 100mila abitanti e la data di avvio era già slittata di un anno.

Nei mesi scorsi, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna avevano già fissato autonomamente la proroga a ottobre 2027 e solo la Lombardia avrebbe dovuto iniziare lo stop un anno prima. “In questo momento economico non si può scaricare sulle persone il costo di cambiare l’auto. Con il rinvio delle misure nessuno sarà obbligato a sostituire il proprio veicolo, e possiamo continuare a lavorare sulla qualità dell’aria senza creare problemi a chi ogni giorno tiene in piedi il nostro territorio e traina il paese”, ha affermato l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Giorgio Maione.

Matteo Salvini ha espresso per la proroga “grande soddisfazione” e ha aggiunto di ritenere il provvedimento previsto dall’Unione europea “black” invece di “green”. Nel comunicato del consiglio dei ministri si legge che per il conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti, previsti dalla normativa europea e nazionale, verranno adottate delle misure alternative, non meglio specificate. “L’intervento mira a contemperare le esigenze di tutela della salute e dell’ambiente con quelle relative alla mobilità delle persone, alla continuità dei servizi di trasporto e al sistema produttivo e logistico delle aree interessate” si legge nel comunicato.

La Pianura Padana resta una delle aree più inquinate d’Europa, ma non sembra esserci l’urgenza di invertire la tendenza, almeno per quanto riguarda le emissioni prodotte dalle automobili più inquinanti. Questa decisione del governo si aggiunge a quella della scorsa settimana di interrompere il pagamento del bollo per moto e auto di piccola dimensione. Gli elettori su cui sembra puntare la destra sono gli automobilisti, anche se, senza una pianificazione a livello ambientale, le conseguenze le pagano i cittadini che abitano nelle aree più stressate dall’inquinamento atmosferico.

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