La notizia delle dichiarazioni Ellen Stofan, capo scienziato della Nasa, rilasciate martedì 7 aprile a Washington: “Gli alieni? Fra 20 anni prove certe. Sappiamo dove cercare e abbiamo i mezzi per farlo”, rafforzate dal suo collega Jeffery Newmark, che ha perentoriamente affermato: “Ormai la domanda da porsi non è più “se” troveremo vita su altri pianeti, ma piuttosto “quando” la troveremo” ovviamente “parlando di microrganismi e non di omini verdi”, non stupisce più di tanto il mondo della ricerca esobiologica.

In realtà sono molte le scuole di pensiero che dichiarano come imminente la scoperta a breve, di forme di vita extraterrestre. Solamente che le differenziazioni sono molteplici. Per lo scopritore del Dna il Nobel F. Crick, “L’origine della vita appare quasi un miracolo, tante sono le condizioni che hanno dovuto essere soddisfatte perché essa potesse avere inizio”. Un miracolo? Sì, ma grazie ai “microrganismi inviati in una qualche navicella spaziale da una civiltà extraterrestre” (F. Crick, “Life itself”).

Per il Seti, si è in attesa di un segnale intelligente captato dai radiotelescopi. Per Paul Davies invece bisogna cercare evidenze come strutture estrattive minerarie preistoriche create dagli alieni sulla nostra Luna, su alcuni asteroidi, oppure trovare un messaggio inserito nel nostro Dna. Per il Setv variante del Seti si cercano gigantesche strutture spaziali lasciate come segnali o radiofari di ipotetiche civiltà galattiche. Tutte forme di vita intelligente e tecnologicamente avanzata. Solo la Nasa insiste come scoperta certa entro un decennio, di vita extraterrestre ma riducendone la portata a tracce biologiche di microrganismi. Persino la teoria della “Panspermia cosmica”, cioè la vita portata sulla terra da comete e meteoriti “inseminatori spaziali” come sostenuto dagli astrofisici come Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe sembra in confronto fantascienza. La nostra giovane scienza astronautica parte dagli anni ’60 del secolo scorso. Facendo la comparazione con sistemi stellari di qualche milione o addirittura miliardo di anni più vecchio del nostro, probabilmente l’evoluzione astronautica di altre civiltà avvenuta su altri pianeti, potrebbe sembrarci magia e forse senza possibilità di confronto o contatto perché considerati noi terrestri una civiltà estremamente primitiva, non interessante o pericolosa. Semmai non saremmo noi a stabilire il contatto ma “loro” cioè gli eventuali extraterrestri, nel caso decidessero di palesarsi. Per non parlare degli Ufo, non accettati dalla scienza ufficiale ma testimoniati anche da molti astronomi di fama mondiale, compreso le indagini svolte da apparati di Intelligence e militari con dossier ben documentati comprendenti eventuali misure di ingaggio. Basterebbe accettare un solo avvistamento del milione e mezzo di segnalazioni Ufo per risolvere il problema della Eth.

Ricordiamo le varie ipotesi previste dagli scienziati per la classificazione delle civilizzazioni galattiche, dalle probabilità di Isaac Asimov, dalla scala di Shklovskii, alla scala di Kardashev per finire con quella di Michio Kaku. Ed il numero ipotetico di 8 miliardi di pianeti abitabili nella nostra “via lattea” come dichiarato dai recentissimi convegni della Nasa. Quindi parlare di imminenti scoperte di tracce microbiotiche extraterrestri lascia molto perplessi. Fino a pochi anni fa era eresia parlare di esopianeti o di acqua nel nostro sistema solare… Oggi invece si teorizza addirittura che la stessa Via Lattea, sia una specie di Wormhole, come ha affermato l’astrofisico Paolo Salucci della Sissa Scuola Internazionale Superiore si Studi Avanzati di Trieste e pubblicato su Annals of Physics, dove si introduce anche il concetto di Zoo galattico. Il nostro universo con le sue 300 miliardi di galassie, ed ogni galassia contenente altrettanti miliardi di stelle, moltiplicato per il numero di pianeti orbitanti, compresi quelli della legge Titius Bode (cioè quelli non osservabili direttamente per le loro dimensioni di tipo terrestre) ed essendo comuni, almeno per adesso sia le costanti che gli elementi, fa crescere esponenzialmente e statisticamente, da ipotesi a certezza, l’esistenza di vita extraterrestre. Probabilmente l’enfasi data dalle dichiarazioni della scienziato Nasa Ellen Stofan, sembrano affermazioni ad effetto per il rilancio e rifinanziamento della nuova corsa all’esplorazione spaziale, in tempi di tagli ai bilanci, come il previsto ritorno sulla Luna e l’impresa della missione su Marte, alla ricerca di forme di vita.

Ma chissà cosa accadrebbe veramente all’annuncio ufficiale e improvviso della scoperta di vita extraterrestre? Vedremo gli eventi futuri.