Dopo la strage nel museo del Bardo di Tunisi, l’offensiva degli jihadisti sembra proseguire su internet. “Questo crociato è stato schiacciato dai leoni del monoteismo”, si legge su un account Twitter riconducibile ai seguaci del sedicente Stato Islamico, che pubblica la foto di una delle vittime italiane dell’attacco: Francesco Caldara, pensionato di 64 anni di Novara, colpito da una raffica di mitra mentre si trovava su un bus davanti all’edificio. La foto, probabilmente scaricata dai siti italiani, mostra l’uomo con una croce rossa tracciata sulla sua figura e la scritta, sempre in rosso, “E’ stato schiacciato”. I jihadisti dell’Is gioiscono quindi per l’uccisione, nonostante non sia ancora arrivata una chiara rivendicazione dell’attentato di ieri.

Secondo Rita Katz, direttrice di Site Group, sito che monitorizza il jihadismo sul web, lo Stato Islamico ha anche rivendicato la responsabilità dell’attentato. Nella rivendicazione l’Isis nomina due attentatori, Abu Zakarya al-Tunisi e Abu Anas al-Tunisi, diversi da quelli citati ieri dalle autorità tunisine, Jabeur Khachnaoui e Yassine Laabidi, rimasti uccisi nel blitz delle forze di sicurezza. “Quello che avete visto” a Tunisi “è solo la prima goccia di pioggia”, è la minaccia lanciata dagli jihadisti.

Nel messaggio audio il sedicente Stato Islamico rivendica “l’uccisione e il ferimento di decine di crociati e apostati”. “Le forze di sicurezza hanno avuto il coraggio di avvicinarsi a loro (agli attentatori, ndr) solo dopo che i nostri eroi avevano finito le loro munizioni”, si afferma nel comunicato intitolato La rivendicazione dello Stato Islamico dell’operazione Museo del Bardo nella Tunisia dell’Islam.

L’Is parla di una “battaglia benedetta da Dio” in cui “due cavalieri dello Stato Islamico, Abu Zakarya al-Tunisi e Abu Anas al-Tunisi, pesantemente armati hanno preso di mira il Museo del Bardo, che si trova nel quartiere di massima sicurezza del Parlamento tunisino”. “Gli infedeli sono stati terrorizzati dal Signore e i nostri fratelli sono stati in grado di asserragliare un gruppo di cittadini di paesi crociati”, prosegue il messaggio audio nel quale è riconoscibile, secondo diversi analisti, la voce dello speaker che legge il notiziario della radio dell’Is ‘al-Bayan’, che trasmette da Mosul, roccaforte jihadista nel nord dell’Iraq.