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Il medico palestinese Abu Safyia ancora in cella. E Israele vieta al deputato arabo della Knesset di visitarlo

“Mi impediscono la visita in carcere al primario dell'ospedale Kamal Adwan di Gaza”, dice Ahmad Tibi. Secondo il ministero della Salute palestinese sono almeno 360 gli operatori sanitari detenuti
Il medico palestinese Abu Safyia ancora in cella. E Israele vieta al deputato arabo della Knesset di visitarlo
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“Le autorità carcerarie hanno impedito al deputato Dr. Ahmad Tibi, capo del Ta’al (Arab Movement for Renewal), di incontrare il medico palestinese Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nella Striscia di Gaza, detenuto nelle carceri israeliane”, ha dichiarato l’ufficio di Tibi in un comunicato. La decisione del Servizio penitenziario israeliano, presa mercoledì, segue la linea politica del ministro Ben‑Gvir che vieta ai membri della Knesset di visitare i detenuti palestinesi classificati da Israele come “prigionieri per motivi di sicurezza”.

Il paradosso è stato sottolineato dallo stesso Tibi, come riportato dal Middle East Monitor: “Impedirmi di incontrare il dottor Hussam Abu Safiya è una decisione puramente politica, presa da Ben‑Gvir, condannato per aver sostenuto il terrorismo”. Tibi ha aggiunto: “Abu Safiya è un medico e direttore di ospedale che è stato arrestato dopo essere rimasto al fianco dei suoi pazienti durante uno dei periodi più difficili che il sistema sanitario di Gaza abbia mai vissuto”, nel contesto del genocidio in corso dall’8 ottobre 2023. Nonostante fosse rimasto ferito in un attacco israeliano contro il suo ospedale nel novembre 2024, il pediatra aveva continuato a curare i bambini di Gaza fino al 21 dicembre, quando un raid delle Idf lo costrinse a lasciare la struttura. La fotografia che lo ritrae mentre esce con il camice bianco è stata scattata poco dopo l’uccisione di uno dei suoi figli in un attacco israeliano.

Da allora i suoi avvocati hanno denunciato un deterioramento costante delle sue condizioni di salute nelle carceri israeliane, arrivando a parlare a luglio di “pericolo imminente” per la sua vita e chiedendone il rilascio. La richiesta ha suscitato reazioni da parte di politici e organizzazioni per i diritti umani, tra cui Jeremy Corbyn nel Regno Unito, Alexandria Ocasio‑Cortez negli Stati Uniti e Amnesty International, oltre a proteste nel Regno Unito e in Francia.

Il figlio del medico, Elias Abu Safiya, aveva dichiarato a The New Arab il 18 luglio: “Continuiamo a ricevere notizie profondamente preoccupanti sul suo stato di salute in peggioramento dopo mesi di torture, abusi e negligenza medica”. E ha aggiunto: “I medici non dovrebbero essere incarcerati per aver salvato vite umane. Gli ospedali non dovrebbero mai diventare campi di battaglia e gli operatori umanitari non dovrebbero mai diventare bersagli”.

È per questo che Tibi aveva chiesto formalmente il permesso di visitare il primario, per valutarne le condizioni di salute e di detenzione, dopo aver assistito a un’udienza della Corte Suprema israeliana relativa alla petizione per la sua liberazione. La richiesta è stata respinta. Tibi ha inoltre condannato il recente arresto di Dima Barqat, specialista in ostetricia e ginecologia, fermata martedì mattina dopo un’irruzione delle Idf nella sua abitazione a Ramallah, nella Cisgiordania occupata. Secondo il Ministero della Salute palestinese, sono almeno 360 gli operatori sanitari detenuti da Israele.

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