Secondo il presidente della Consob Giuseppe Vegas la stabilizzazione, cioè l’immissione in ruolo, di Francesca Amaturo, assunta con contratto a termine, sarebbe stata, tra l’altro, “funzionale all’adeguato perseguimento dei fini istituzionali sostanziatisi nell’assicurare efficaci e continuativi livelli dell’azione di vigilanza a fini di tutela degli investitori, nonché la salvaguardia della trasparenza e della correttezza del sistema finanziario”. Purtroppo per lui, tanto scialo di parole arcane non ha convinto la seconda sezione del Tar del Lazio che due giorni fa ha sentenziato l’annullamento della delibera con cui la Consob aveva disposto la stabilizzazione della Amaturo e di altri due funzionari, Luca Ricciardi e Luca Cecchini. Per la vicenda è in corso anche un’inchiesta della procura della Repubblica di Roma, nella quale Vegas è indagato per abuso d’ufficio.
Si chiude così, provvisoriamente in attesa di nuove puntate giudiziarie, una feroce polemica iniziata il 13 luglio di due anni fa. È stata la Falbi, il sindacato più rappresentativo all’interno della Consob, a promuovere il ricorso al Tar, sostenendo che la stabilizzazione di persone assunte a termine per chiamata diretta aggira di fatto il precetto costituzionale secondo il quale nella pubblica amministrazione si entra solo per concorso. Una regola per la quale da decenni governi e Parlamento hanno prodotto una serie impressionante di deroghe, è vero. Ma che, secondo il Tar, Vegas ha comunque violato non riuscendo a far rientrare la sua ingombrante ex segretaria in nessuna delle sagome derogatorie previste dalla legge ordinaria. “Questa sentenza censura il personalismo dell’amministrazione Vegas, che ha fatto strame di trasparenza e rispetto delle regole a beneficio di pochi fiduciari privilegiati e a danno di tutti gli altri lavoratori, servendosi dell’istituzione, anziché servirla”, commenta trionfante Cinzia Cappelletti della Falbi, sottolineando polemicamente che adesso la Consob dovrà pagare le spese di giudizio, comprese le parcelle dei prestigiosi studi legali ingaggiati da Vegas.   
Amaturo era la segretaria di Vegas al ministero dell’Economia. Quando l’allora ministro Giulio Tremonti mandò alla Consob il suo vice, Vegas si portò dietro la Amaturo assumendola con un contratto a termine di cinque anni con la prestigiosa qualifica dirigenziale di direttore, che normalmente in Consob si raggiunge faticosamente dopo una ventina d’anni di carriera. Pochi mesi dopo l’arrivo in Consob, nel 2011, Vegas creò per affidarlo alla Amaturo l’inedito ufficio di presidenza. Già prima della delibera di stabilizzazione la questione delle assunzioni per chiamata diretta alla Consob era finita nel mirino della magistratura, grazie a un esposto di Federconsumatori e Adusbef, in seguito al quale il pm di Roma Giuseppe Deodato ha aperto un fascicolo e iscritto Vegas nel registro degli indagati per abuso d’ufficio.
Secondo i giudici del Tar, la delibera di stabilizzazione della Amaturo è da considerarsi nulla perché carente di motivazioni: sono proprio le motivazioni specifiche a poter giustificare, in base alle leggi vigenti, la deroga al principio costituzionale dell’ingresso solo per concorso nella pubblica amministrazione. Vegas e gli altri commissari che nel luglio 2013 votarono la delibera non hanno scritto da nessuna parte perché Amaturo, Ricciardi e Cecchini fossero indispensabili a mantenere il livello di vigilanza della Consob sui mercati finanziari. Né le memorie difensive presentati dagli avvocati ingaggiati da Vegas hanno dimostrato che tra i funzionari e dirigenti della Consob nessuno fosse in grado di dirigere l’ufficio di presidenza.

Da Il Fatto Quotidiano di mercoledì 11 marzo 2015