“Diceva Basilio di Cesarea, padre della Chiesa del IV secolo, ripreso poi da san Francesco d’Assisi, che ‘il denaro è lo sterco del diavolo’. Lo ripete ora anche il Papa: ‘il denaro è lo sterco del diavolo!’”. È il passaggio più forte del lungo discorso che Bergoglio ha rivolto ai 7mila membri della Confederazione cooperative italiane ricevuti nell’aula Paolo VI in Vaticano. Il Pontefice ha sottolineato che “quando il denaro diventa un idolo, comanda le scelte dell’uomo. E allora rovina l’uomo e lo condanna. Lo rende un servo. Il denaro a servizio della vita può essere gestito nel modo giusto dalla cooperativa, se però è una cooperativa autentica, vera, dove non comanda il capitale sugli uomini ma gli uomini sul capitale”.

L’invito di Francesco è “a contrastare e combattere le false cooperative, quelle che prostituiscono il proprio nome di cooperativa, cioè di una realtà assai buona, per ingannare la gente con scopi di lucro contrari a quelli della vera e autentica cooperazione. Fate bene, vi dico, perché, nel campo in cui operate, assumere una facciata onorata e perseguire invece finalità disonorevoli e immorali, spesso rivolte allo sfruttamento del lavoro, oppure alle manipolazioni di mercato, e persino a scandalosi traffici di corruzione, è una vergognosa e gravissima menzogna che non si può assolutamente accettare. L’economia cooperativa, se è autentica, se vuole svolgere una funzione sociale forte, se vuole essere protagonista del futuro di una nazione e di ciascuna comunità locale, deve perseguire finalità trasparenti e limpide. Deve promuovere l’economia dell’onestà!”.

Appello alle coop perché realizzino “nuove soluzioni di welfare, in particolare nel campo della sanità, in cui tanta gente povera non trova risposte”

Ma Bergoglio ha sottolineato che “per fare tutte queste cose ci vuole denaro”. “Il Papa vi dice: dovete investire, e dovete investire bene! In Italia certamente, ma non solo, è difficile ottenere denaro pubblico per colmare la scarsità delle risorse. La soluzione che vi propongo è questa: mettete insieme con determinazione i mezzi buoni per realizzare opere buone. Collaborate di più tra cooperative bancarie e imprese, organizzate le risorse per far vivere con dignità e serenità le famiglie; pagate giusti salari ai lavoratori, investendo soprattutto per le iniziative che siano veramente necessarie”. Per Francesco, infatti, “i beni comuni non devono essere solo la proprietà di pochi e non devono perseguire scopi speculativi”.

Il Papa, però, ha voluto dare anche alcuni incoraggiamenti concreti. Primo tra tutti quello di “continuare a essere il motore che solleva e sviluppa la parte più debole delle nostre comunità locali e della società civile. Per questo occorre mettere al primo posto la fondazione di nuove imprese cooperative, insieme allo sviluppo ulteriore di quelle esistenti, in modo da creare soprattutto nuove possibilità di lavoro che oggi non ci sono. Il pensiero corre innanzitutto ai giovani, perché sappiamo che la disoccupazione giovanile, drammaticamente elevata, distrugge in loro la speranza. Ma pensiamo anche alle tante donne che hanno bisogno e volontà di inserirsi nel mondo del lavoro”. Altro incoraggiamento è quello a divenire “protagonisti per realizzare nuove soluzioni di welfare, in particolare nel campo della sanità, un campo delicato dove tanta gente povera non trova più risposte adeguate ai propri bisogni”. Per Bergoglio, infatti, “non basta crescere nel reddito, occorre che l’impresa gestita dalla cooperativa cresca davvero in modo cooperativo, cioè coinvolgendo tutti”.

Twitter @FrancescoGrana