Dopo le proteste sparse di parte della politica capitolina, arriva il niet del ministro. La vendita dei palazzi storici dell’Eur per finire di pagare la Nuvola di Fuksas “non è praticabile“. All’indomani della decisione dell’assemblea dei soci di Eur Spa (10% Comune di Roma e 90% Ministero dell’Economia), il titolare del dicastero dei Beni Culturali, Dario Franceschini, mette il veto: “Sarebbe sbagliato vendere per fare cassa edifici vincolati e di grande valore storico e architettonico che contengono al proprio interno l’Archivio centrale dello Stato e musei di grande importanza come il Museo delle Tradizioni Popolari, il Pigorini, il museo dell’alto medioevo. Sono certo che Mef ed ente Eur troveranno certo altre strade perché questa non è davvero praticabile”.

Mercoledì il sindaco di Roma, Ignazio Marino, incontrerà il ministro Pier Carlo Padoan per parlare del futuro della Nuvola di Fuksas, per il cui completamento si puntava proprio sulla vendita degli immobili. Il sindaco si dice “preoccupato” per il futuro del progetto di Fuksas, fermo ad oggi per mancanza di fondi e sull’ipotesi di vendere i palazzi storici preannuncia: “Siamo pronti a riflettere con il ministro Padoan su ogni possibile soluzione, a cominciare da quella del conferimento degli immobili in un fondo pubblico (con lo Stato che in pratica diventerebbe acquirente degli immobili dell’Eur Spa, ndr), con l’obiettivo di completare ‘La Nuvola’ e rilanciare l’intera area”. “Come già detto, non c’è possibilità alcuna di vendita di questi immobili come pure del Colosseo Quadrato – spiega l’assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo interpellato in merito – diverso è che, nell’ambito del piano di ristrutturazione dell’Eur Spa, questi immobili possano essere conferiti in un fondo pubblico a fronte di una ricapitalizzazione societaria“. La giunta capitolina, intanto, chiede l’istituzione di un tavolo inter-istituzionale permanente, Ministero dell’Economia e Roma Capitale, per confrontarsi sui progetti per gli edifici monumentali della società Eur Spa, “nel rispetto della loro destinazione d’uso originale e del preminente interesse pubblico”.

Durante un incontro che si tiene in giornata tra Marino, assessori e rappresentanti della maggioranza si affronta anche l’ipotesi dell’uscita del Campidoglio dall’Eur Spa, previa valutazione del piano di ristrutturazione aziendale. Ipotesi, peraltro, già contenuta nei piani del Campidoglio di uscita dalle partecipate che non contribuiscono alla mission dell’amministrazione. Tenere o dismettere il 10% di partecipazioni? “Noi pensiamo ad alienare e a dismettere tutto ciò che riteniamo non essere importante per la missione del Comune”, risponde cauto per ora il sindaco. “Sono preoccupato per il completamento di opere come la Nuvola di Fuksas – afferma – perché credo che se ci si è impegnati così tanto per inserire la città di Roma nel circuito internazionale del turismo congressuale bisogna portarla a compimento“.