Carburanti, anche Ip inizia ad applicare il tetto ai prezzi. Ma ancora non aderiscono tutti i distributori
Centinaia di distributori dell’Ip hanno iniziato ad applicare il tetto al prezzo dei carburanti, in scia a quanto disposto dall’Eni a partire da questa mattina. A quanto si apprende, diversi impianti di rifornimento dell’Italiana Petroli – controllata da maggio dall’azienda azera Socar – stanno adeguando i prezzi a quelli attuati da Eni, con 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il diesel, anche in autostrada. L’annuncio della contromossa era arrivato domenica da parte di Ip, che controlla il 17,3% dei distributori sulla rete stradale (3.614) e il 21,6% di quella autostradale (95). In totale, quindi, ad applicare il “tetto” nei prossimi giorni, contando anche quelle di Eni, saranno oltre il 40% delle stazioni presenti in Italia.
Al momento, però, la situazione per quanto riguarda Ip resta macchia di leopardo: in molte pompe i prezzi esposti sono ancora in linea con quelli dei giorni scorsi. Secondo quanto riportato, infatti, il tetto al prezzo dei carburanti partirà gradualmente, coinvolgendo prima i punti vendita di proprietà, ma con l’intenzione di estendere la misura a tutti i distributori con il marchio Ip.
Il gruppo Socar – che oltre a Ip possiede anche Esso – starebbe studiando la metodologia più efficace per estendere la misura a tutta la rete, “alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip e distribuiscono attraverso i propri marchi in tutto il territorio nazionale”, si legge in una nota. Inoltre, come già spiegato dalla società al momento dell’annuncio dell’iniziativa, quello messo in atto è un “tetto dinamico” ai prezzi: un intervento emergenziale soggetto all’evolversi dello scenario internazionale, oltreché alle esigenze della rete che il gruppo ha assicurato di voler tutelare.