“Nessuna differenza tra governi Renzi, Letta, Monti Berlusconi: tutti uguali, asserviti alle assicurazioni“. Che “tornano alla carica con proposte già note e qualche astuzia in più”. E’ questo il commento a caldo dell’avvocato Marco Bona, specializzato in materia di responsabilità civile e risarcimento danni, davanti alle norme sulla Rc auto contenute nelle ultime bozze del disegno di legge sulla concorrenza che, stando a quanto anticipato su Twitter dal premier Matteo Renzi, approderà in Consiglio dei ministri il 20 febbraio. Norme che, come emerso già nei mesi scorsi, ricalcano pari pari quelle decisamente favorevoli per le compagnie inserite (e poi stralciate) dall’esecutivo di Enrico Letta nel decreto Destinazione Italia e proseguono nel solco tracciato dal governo di Mario Monti in tema di risarcimento dei danni alla persona. Per prima cosa, sottolinea Bona a ilfattoquotidiano.it, “il governo ancora una volta cerca di limitare la tutela risarcitoria nei sinistri stradali ai soli casi in cui le lesioni micro permanenti siano state accertate strumentalmente. Insomma, continua l’ipocrisia dell’esecutivo che da un lato esige dai danneggiati accertamenti che nessun ospedale può permettersi di fare e dall’altro lato taglia sulla sanità: si pretende una prova impossibile e inutile ai fini terapeutici”. Peggio ancora, sulle tabelle per valutare le lesioni più gravi come la perdita di un art, “il governo si è accorto di essere decaduto dalla delega e quindi si concede nuovi termini”.

L’avvocato Bona: “Il governo, ottenuta la nuova delega in bianco, procederà a fare le tabelle con i soliti regali alle assicurazioni”

Nel mirino dell’esperto c’è, in particolare, un comma di tre righe inserito nel secondo articolo del capo I del ddl, messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico. Comma che dà “tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge” per emanare il decreto del presidente della Repubblica previsto dall’articolo 138 del Codice delle assicurazioni entrato in vigore nel 2006. Il Codice delegava il governo a “predisporre una specifica tabella unica delle menomazioni alla integrità psicofisica comprese tra dieci e cento punti (le più gravi, ndr) e del valore pecuniario da attribuire ad ogni singolo punto di invalidità“. Nel 2012 il governo tecnico di Monti ha varato le nuove tabelle per le microlesioni – la stragrande maggioranza  di quelle che derivano da sinistri stradali – stabilendo, a tutto vantaggio delle compagnie, che sarebbero state risarcite solo a fronte di costosi accertamenti strumentali. Risultato: un crollo dell’ammontare dei danni liquidati e un notevole risparmio per le società assicuratrici. Le tabelle per i danni gravi, invece, non sono mai state approvate e nel frattempo la delega è scaduta. Ma il ddl la “resuscita” riportando indietro le lancette e concedendo, appunto, altri tre mesi di tempo per vararle. “Non dubito che questo governo, una volta conseguita la nuova delega in bianco, procederà poi tempestivamente a fare le tabelle con i soliti regali alle assicurazioni”, chiosa Bona.

“Regali” concessi in un contesto già tutt’altro che sfavorevole per le compagnie, visto che, stando a un confronto sull’Rca in Europa diffuso dalla stessa Associazione nazionale delle imprese di assicurazione (Ania) nel marzo scorso, gli automobilisti italiani nel quadriennio 2008-2012 hanno pagato in media 231 euro in più rispetto a francesi, spagnoli, tedeschi e inglesi: 491 euro contro 278. prezzi medi rca

Altro punto critico è quello che riguarda la limitazione al numero di testimoni ammissibili in giudizio: il testo stabilisce che l’identificazione “deve essere comunicata entro il termine di presentazione della denuncia di sinistro”. “Inaccettabile“, secondo Bona, perché “si vuole punire tutti per colpire alcuni”, cioè quelli che in effetti truffano le compagnie con la complicità di falsi testi. In più “ritorna il tentativo di creare problemi a chi si sia fatto riparare il veicolo da carrozzerie non convenzionate con assicurazioni: risarcimento più difficile e ridimensionato”. Mentre è favorito chi si fa riparare la macchina da un’autofficina scelto dalla compagnia: il cosiddetto “risarcimento in forma specifica”. Cosa che però, secondo le associazioni nazionali dei carrozzieri (che non a caso hanno preparato una controproposta), lungi dal favorire la concorrenza permetterebbe alle compagnie di incidere sulla formazione dei prezzi delle riparazioni fino ad imporre tariffe orarie e tempi di lavorazione. Insomma: le carrozzerie diventerebbero terzisti degli assicuratori.

Dulcis in fundo, rispuntano anche gli sconti per chi accetta di installare sull’auto (a proprie spese, si intende) una scatola nera che ne registri i movimenti e la velocità o un dispositivo che impedisce l’avvio del motore “a seguito del riscontro di un tasso alcolemico superiore ai limiti”. La riduzione del premio dovrà essere “significativa“, impone il testo della bozza, senza però quantificarla. A decidere l’ammontare – nel caso il testo passi così com’è – saranno le compagnie, che nel frattempo avranno comunque incassato la possibilità di monitorare passo passo gli spostamenti dell’assicurato.