«La statua di Giulio Cesare sembrava che annuisse» mi sussurra Vladimir Luxuria al telefono, mentre conversiamo sull’approvazione del registro delle unioni civili a Roma, il 28 gennaio, all’indomani della Giornata della Memoria. «D’altronde anche lui era uno di noi…» e mi sembra di vederla sorridere, con quel suo solito modo di fare, un po’ malizioso e delicato al momento stesso. L’ex deputata di Rifondazione e storica attivista per i diritti civili delle persone LGBT ha voluto esserci, nell’aula consiliare, a portare il suo sostegno al provvedimento voluto dal sindaco, Ignazio Marino.

«Ero stata lì anche la sera prima» dice ancora «ma qualcuno deve aver scambiato l’aula per uno stadio. Ho visto militanti di estrema destra strumentalizzare la religione solo per giustificare la loro omofobia. Fomentati, per altro, dai consiglieri dell’opposizione. Una scena brutta, scomposta e offensiva. Per questa ragione ho sentito la necessità di essere presente anche nel giorno della votazione». Vladimir Luxuria non nasconde l’entusiasmo: «dopo tante sconfitte e delusioni, oggi è il giorno della vittoria». E – ci tiene a dirlo – non è un “trionfo gay”, non solo, ma anche il successo «della civiltà, dell’inclusione. È l’affermazione di una città “civile”, prima ancora del registro delle unioni civili».

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In effetti sembrano passati secoli da quando Walter Veltroni, allora sindaco, fece naufragare un precedente analogo tentativo, portando il suo partito a non approvare la proposta di legge popolare e facendo convergere i suoi voti con quelli della destra di Storace, allora all’opposizione. E non nascondono la felicità e l’ottimismo neppure le associazioni LGBT, presenti anch’esse in Campidoglio.

«Oggi il Sindaco Ignazio Marino, insieme alle forze politiche della maggioranza capitolina e con il Movimento Cinque Stelle, mantengono l’impegno preso con la città tutta, in modo solenne e pubblico, proprio in occasione dello scorso pride. È un momento storico per la Capitale, che per anni è stata incapace di legiferare in questa direzione», dichiara Andrea Maccarrone, presidente del Circolo Mario Mieli e rappresentante del Coordinamento Roma Pride, i cui attivisti e le cui attiviste hanno sostenuto, con la loro presenza, dentro e fuori l’aula, la scelta di Marino. «È segnale molto importante non solo per Roma, ma per l’Italia tutta. È un evento che il governo non può più ignorare» dice ancora Maccarrone, nel comunicato stampa diramato dalla sua associazione.

Dello stesso avviso anche l’ex vincitrice dell’Isola dei famosi, che aggiunge: «In parlamento c’è una maggioranza possibile su questo tema, fatta da Pd, Sel e l’ala laica di Scelta Civica. Insieme al movimento di Grillo, naturalmente. Se Renzi vuole approvare davvero le unioni civili alla tedesca deve rivolgersi alla stessa maggioranza che ieri c’è stata in aula consiliare. Se vuole, lo può fare». Una legge, ricorda Luxuria, che se approvata così com’è stata realizzata, analoga al matrimonio e con la stepchild adoption, può essere un buon punto di partenza per arrivare alle nozze egualitarie: «Non dobbiamo dimenticare qual è il nostro obiettivo finale. Se dipendesse da me, tuttavia, non me la sentirei di respingere una buona legge sulle civil partnership. Una legge, ovviamente, senza sconti e annacquamenti di sorta».

Certo, la strada è ancora lunga e pare che l’agenda parlamentare sia fitta di impegni e scadenze che sembrano allungare i tempi per un’ulteriore conquista di eguaglianza. Ma “la Vladi” si dichiara ottimista. E poi, ripensando alla bellezza della giornata di ieri, gelida e dal cielo azzurrissimo, sorride di nuovo, a distanza, sempre con quel fare un po’ irriverente: «L’altra sera, tra i vari cartelli degli integralisti, ce ne era uno che mi ha colpito: “maschio e femmina Dio li creò”. All’inizio pensavo si riferissero a me, poi ho capito che non riguardavano maschile e femminile in un’unica persona…» sorrido anch’io, stavolta.

Poi, a telefono spento, mi lascio avvolgere dalla sera e da una strana sensazione di tepore, nonostante questo gelido inverno. Sarà la prospettiva di vivere, proprio da ieri – all’indomani del giorno che ricorda di cosa è capace la follia umana quando crea cittadinanze privilegiate e umanità da discriminare – in un luogo che si avvicina un po’ di più all’idea che hanno le persone di buona volontà riguardo a democrazia, giustizia e futuro.